Una delle più importanti conseguenze del passaggio dalla tradizione erboristica antica alla fitoterapia medicalizzata e alla sintesi chimica dei principi attivi nella farmacopea moderna, è stata la perdita del fattore stagionale. Oggi siamo abituati a utilizzare le piante in modo indiscriminato, sia nell’alimentazione che nell’uso erboristico. Una dimenticanza che è all’origine di molti errori nello stile di vita e soprattutto in molti disturbi da “disadattamento organico”, una sorta di stress biologico conseguente allo sfasamento tra i ritmi naturali esterni e quelli interni.

Un altro aspetto importantissimo è la differenza tra prodotto di sintesi e prodotto naturale. Un’erba contiene in sé una moltitudine di sostanze terapeutiche che si bilanciano fra loro, dunque usare la parte della pianta sotto forma di medicamento (in infuso, ad esempio) o di alimento, è la via migliore e più facilmente gestibile. Il singolo principio attivo estratto dalla pianta e assunto sotto forma di compressa o gocce è sicuramente efficace ma è da gestire nei modi e nei tempi di assunzione, in base al periodo stagionale e al problema di salute. Anche se naturale, è pur sempre un medicamento. Lo stesso principio attivo creato però in laboratorio, non è bilanciato come quello di origine naturale, in quanto nonostante gli enormi progressi scientifici l’uomo non è ancora in grado di eguagliare la natura e questi prodotti di sintesi vanno considerati come farmaci, che possono creare intossicazione o problemi se assunti con posologie e tempistiche non idonee. Basti pensare, ad esempio, alla vitamine sintetiche che, se assunte in eccesso, si depositano nel grasso corporeo. Essendo sintetiche, il corpo non riesce a smaltirle come farebbe con le vitamine di origine vegetale.
Integratori e multivitaminici hanno utilità e senso in certi periodi di poca salute e maggior necessità da parte dell’organismo, ma la via virtuosa è quella di avere uno stile di vita sano, utilizzando cibi ed erbe benefiche nel quotidiano e nel giusto periodo stagionale.
Il mio compito di Naturopata è proprio quello di aiutarti a ritrovare l’armonia con le stagioni e con i vari ritmi biologici del tuo corpo, attraverso gli alimenti e le piante più adatte ai tuoi problemi di salute. A tal fine t’invito a porti alcune domande:
- assumi alimenti stagionali o mangi l’insalata di pomodori anche a dicembre? Ogni alimento ha la sua stagione, la zucchina e i pomodori, ad esempio, sono ricchi di acqua per rinfrescare e rimineralizzare il corpo nel periodo estivo quando fa decisamente caldo. Nel periodo invernale, al contrario, è meglio assumere verdure poco acquose, che nutrono e corroborano il corpo, come ad esempio le carote, il topinambur e altre radici oppure le crucifere. È utile rispolverare i libri delle semine dei nostri nonni, che si cibavano della frutta e verdura che cresceva nell’orto in perfetta sintonia stagionale.
- I rimedi naturali che scegli sono adatti alla stagione? Ad esempio la melatonina è molto più utile assumerla in autunno e inverno, quando le ore di luce solare diminuiscono. A febbraio si rinnova la linfa degli alberi e i prodotti a base di linfa sono molto più efficaci per ripulire il nostro sistema linfatico da scorie e tossine.
- Hai segnato sul tuo calendario la prevenzione da fare ai cambi di stagione? Ti sei accorto che alcuni malanni si ripresentano ogni anno nel solito periodo? Ad esempio in primavera e autunno aumentano gastriti e reflusso, in inverno influenze e raffreddamenti.
Quelli che ti ho elencato sono solo alcuni spunti di riflessione per incoraggiarti ad essere maggiormente presente alle esigenze del tuo corpo e del tuo benessere psicofisico.
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