• Monaco zen di origine vietnamita, contribuì per tutta la sua vita a portare pace e consapevolezza nel mondo, accogliendo anche diverse tradizioni. Creò pratiche di meditazione e consapevolezza “per vivere il momento presente con gioia e serenità” adatti a tutti, sia religiosi che laici, orientali e occidentali.

    Le sue pratiche vengono usate per vivere meglio le relazioni e il quotidiano: cibo, attività fisica, corpo, mente, emozioni, rapporti con i propri cari e rapporti sociali, ecc. Tra le sue tecniche più conosciute vi è la “camminata consapevole” per scaricare l’eccesso di emozioni come ad esempio la rabbia; il “respiro consapevole”; il “suono della campana”. Proseguendo nella lettura troverai due semplici esercizi, provali!

    Gestisco meditazioni di gruppo dal 2006 e in questi anni ne ho sperimentate tante di tecniche con i miei allievi. Il respiro consapevole di Tich Nath Hanh è come una brezza leggera per la mente di chi fa fatica a lasciare andare i pensieri e il controllo e percepisce rigidità psicofisica. È tanto semplice quanto efficace! Ti illustro il procedimento e ti invito a provare l’esercizio, soprattutto quando ti senti agitata o provi emozioni forti.

    IL RESPIRO CONSAPEVOLE

    Ad ogni inspiro, mentalmente ripeti: “so che sto inspirando”:

    ad ogni espiro, mentalmente ripeti: “so che sto espirando”.

    Continua a ripetere queste frasi fino a quando inizi a calmarti, poi semplifica ripetendo mentalmente:

    ad ogni inspiro: “inspiro”

    ad ogni espiro: “espiro”.

    Puoi portare questa semplice pratica di consapevolezza del momento presente nel tuo vivere quotidiano, basta 1 minuto di respirazione al giorno. Mentre quando hai bisogno di calmarti puoi praticarla per più minuti e più volte al giorno.

    La consapevolezza del momento presente è la chiave per mantenere stabile l’energia psicofisica ed evitare di cadere preda di eccessive preoccupazioni o ansie.

    Un’altra semplice tecnica che viene usata al Plum Village e che ti propongo è il “suono della campana”, ovvero quando qualcuno suona la campana tibetana o suona un cellulare o il campanello di casa o la campana della chiesa del paese ci si ferma, qualunque cosa si stia facendo, e si fa qualche atto respiratorio (2 o 3 vanno bene). Questo semplice esercizio ti riporta a te stessa e ti ricorda di radicarti nel momento presente.

    Tich Nath Hanh è nato in Vietnam centrale nel 1926, all’età di sedici anni fu ordinato monaco buddhista del Buddhismo Thiến (lo Zen vietnamita).

    Nel 1964, durante la guerra del Vietnam venne arrestato e torturato; si mantenne equidistante sia dal governo del Vietnam del Nord sia dal Vietnam del Sud e diede vita al movimento di resistenza nonviolenta dei “Piccoli Corpi di Pace”: gruppi di laici e monaci che andavano nelle campagne per creare scuole, ospedali e per ricostruire i villaggi bombardati, nonostante subissero attacchi da entrambi i contendenti (vietcong e statunitensi), poiché li ritenevano alleati del proprio nemico.

    Nel 1967, mentre si trovava negli Stati Uniti, conobbe Martin Luther King, il quale, dopo averlo incontrato, lo candidò al Premio Nobel per la pace, e prese posizione pubblicamente contro la guerra in Vietnam. Due anni dopo, costretto all’esilio, diede vita alla Delegazione di Pace Buddhista, che partecipò alle trattative di pace di Parigi. Dopo la firma degli accordi, gli venne rifiutato il permesso di rientrare nel suo Paese da parte del governo comunista.

    Si stabilì quindi in Francia, dove nel 1982 fondò il Plum Village (Village des pruniers), comunità di monaci e laici uomini e donne nei pressi di Bordeaux, nella quale visse e insegnò “l’arte di vivere in consapevolezza”.

    Ritornò in Vietnam nel febbraio del 2007 per un tour di 10 settimane, durante il quale tenne discorsi davanti ad occidentali e vietnamiti, attratti dalle lezioni del maestro, di cui si giovarono per praticare il Buddhismo.

    Nel 2014 fu colpito da un ictus e venne curato sia in Francia sia negli Stati Uniti. Dopo tale evento, per suo desiderio tornò nella sua patria, il Vietnam, dove continuò a impegnarsi per migliorare il suo stato di salute. Thich Nhat Hanh è morto il 21 gennaio 2022, all’età di 95 anni, presso il tempio Từ Hiếu a Huế, in Vietnam.

    I suoi numerosi e meravigliosi libri sono stati tradotti in molte lingue, sono di facile lettura e ricchi di pratiche da provare, te li consiglio!

  • Il malto è un dolcificante naturale derivante dai cereali, ce ne sono di vari tipi con o senza glutine: riso, mais, orzo, frumento. Apporta nutrimento e tonifica l’intero organismo, con un’azione specifica sul sistema nervoso. L’utilizzo costante del malto (in quantità modiche ovviamente), regala energia e migliora il tono dell’umore, spesso incupito dalle prime giornate autunnali. È molto adatto alle persone metereopatiche che soffrono di “depressione stagionale”, quella melanconia che arriva con l’autunno e sparisce spontaneamente in primavera.

    Il malto è un alimento energetico, adatto in particolar modo agli sportivi, agli inappetenti, ai convalescenti, ai bambini nei loro periodi di stanchezza e agli anziani debilitati. È ricco di carboidrati (soprattutto maltosio che fornisce energia a lento rilascio), di proteine e fibre. Contiene vitamine del gruppo B: B1, B2, B3 e acido folico. Sali minerali come magnesio, fosforo, ferro e potassio. Contiene anche antiossidanti. Ha un basso indice glicemico e può essere utilizzato con parsimonia anche dai diabetici. Ha proprietà depurative per fegato e intestino; non alimenta la carie.

    Secondo la visione macrobiotica, il sapore dolce rilassa il corpo, soprattutto muscoli e tendini, e va assunto alla sera per agevolare il sonno. Noi donne, in special modo, beneficiamo del sapore dolce per migliorare l’umore e placare la fame nervosa. Il malto è un dolcificante salutare e, in modica quantità, si può usare per rilassarci e per abituare il corpo al sapore dolce naturale, evitando l’abuso di cioccolato e altri cibi ricchi di zucchero.

    Dove si usa? Puoi scioglierlo nel caffè, nel tè, nelle tisane, usarlo nei dolci al posto dello zucchero.

    Pur essendo tutti dei potenti tonici per l’organismo, i malti si differenziano per altre specifiche virtù che ci aiutano nella scelta del nostro “malto ideale”.

    Il malto di frumento è amico degli occhi

    Lavori al computer o sei obbligata a sforzare per parecchie ore la vista? Soffri spesso di congiuntiviti e gonfiori agli occhi, palpebre pesanti? Per te è indicato il malto di frumento. È ottimo anche per i più piccoli, quando sono soggetti a infiammazioni della zona oculare e peri-oculare.

    Il malto di riso nutre polmoni e intestino

    Vulnerabilità polmonare e bronchiale ai primi freddi, gonfiore addominale, irregolarità intestinali e tendenza alla depressione? Il malto di riso è giusto per te! Il riso infatti nutre in modo particolare il tessuto polmonare e intestinale. Se l’umore cala, soprattutto con l’arrivo del buio serale, puoi assumerlo dopocena, magari aggiunto a una tisana del buon sonno. Il malto di riso è adatto ai celiaci e agli intolleranti al glutine.

    Il malto di mais regola reni e vescica

    Sei facile preda di cistiti, bruciori all’apparato uro-genitale, senso di affaticamento o dolore ai reni? Hai pesanti occhiaie scure? Scegli il malto di mais, protettore per eccellenza delle vie urinarie. È molto efficace anche nei bambini piccoli, soprattutto se soffrono di enuresi.

    Il malto d’orzo salva il fegato

    Problemi di fegato, forfora, eritemi cutanei e infiammazioni? Scegli il malto d’orzo che “asciuga” e disintossica il fegato dall’eccesso di scorie. Ottimo dopo disordini alimentari, eccesso di alcolici e/o superalcolici, stress da rabbia trattenuta.

  • Uso l’alga klamath da anni e grazie a lei ho reso silente in pochi mesi una malattia autoimmune che pareva inguaribile. E’ la mia panacea. Ha marcate proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, contiene più di 100 nutrienti e molecole nutraceutiche. È 6 volte più efficace di altre famose alghe in commercio e cresce spontanea in un lago di origine vulcanica ancora incontaminato.

    La microalga Klamath (nome scientifico: Aphanizomenon Flos Aquae Ralfs ex Born. & Flah. Var. Flos Aquae) fa parte della grande famiglia delle microalghe verdi-azzurre che sono la prima forma di vita del pianeta e la base di tutta la catena alimentare.

    PROPRIETÀ

    L’alga Klamath è associata a numerosi benefici per la salute, ve ne elenco qualcuno:

    • supporto Immunitario, può stimolare l’attività delle cellule natural killer, migliorando la risposta immunitaria.
    • Miglioramento della funzione cognitiva. È nota per migliorare l’umore, la memoria e la concentrazione, rendendola un “superfood per il cervello”.
    • Contiene antiossidanti come la ficocianina, che aiutano a combattere lo stress ossidativo e l’infiammazione.
    • Regola il sistema nervoso, può aumentare i livelli di energia e ridurre l’affaticamento, utile per sportivi e persone attive, ma anche riduce i tempi di convalescenza. Sostiene nell’astenia.
    • Favorisce la digestione grazie alla presenza di enzimi e fibre. Regola la sensazione di fame.

    Tutte le popolazioni del passato hanno fatto uso delle alghe verdi-azzurre come fonte di nutrizione superiore. Gli Aztechi riservavano la Spirulina selvatica ai nobili e ai guerrieri, considerandolo un cibo divino. Oggi, l’unica microalga commestibile a crescere selvatica in un ambiente vulcanico pressoché incontaminato è la microalga Klamath.

    Il lago Klamath è incastonato nel Parco delle Cascade Mountains, montagne vulcaniche che da tempo immemorabile riversano materiali vulcanici nel lago, il cui fondo è arricchito da un’enorme quantità di minerali biodisponibiliche arrivafino a 10 m di altezza. 300 giorni di sole all’anno garantiscono alle microalghe grandi opportunità di fotosintesi; mentre inverni freddi le spingono a produrre importantissimi acidi grassi del tipo Omega-3.

    La microalga Klamath contiene oltre 100 tra nutrienti (14 vitamine, 73 minerali, 20 aminoacidi, acidi grassi Omega 3, ecc.) e molecole nutraceutiche (feniletilammina, AFA-ficocianine, polifenoli, caroteni, clorofilla, ecc.) e ne migliora a tal punto la concentrazione da contenere ben 12 vitamine e minerali LARN rilevanti, cioè in quantità tali da coprirne in maniera significativa il fabbisogno giornaliero. 

    COME SI USA

    Io utilizzo l’alga Klamath in polvere, certificata e di qualità, per garantirmi che arrivi davvero dall’Oregon. Si può usare come preventivo o come curativo, con posologie e durata che variano in base all’obiettivo da raggiungere.

    Per una consulenza personalizzata contattatemi pure tramite mail specificando la richiesta di consulenza.

    STUDI

    Secondo le ricerche compiute dal Dott. Stefano Scoglio, che è stato anche direttore del Centro Ricerche Nutriterapeutiche di Urbino, dal Dott. Baroni e colleghi, l’alga Klamath ha la capacità di normalizzare i livelli plasmatici di vit. B12 nei vegani e soprattutto di normalizzare i livelli di omocisteina considerato un importante market salutistico generale. Durante diversi mesi di alimentazione completamente vegetale, avevo assunto una integrazione di vit. B12 per evitare carenze nutrizionali, ma avendo preso anche l’alga klamath ho scoperto dagli esami del sangue di avere questa vitamina tre volte superiore la media, l’integrazione non era quindi necessaria e l’ho sospesa tornando a valori normali.

    Dagli studi del Dott. Kushak e colleghi, si è visto che:

    • l’alga klamath ha la capacità di normalizzare il metabolismo dei grassi, colesterolo e trigliceridi e degli zuccheri.
    • Agevola la crescita muscolare e la rigenerazione cellulare.

    Il Dott. Pugh N. e colleghi, hanno comparato la capacità di stimolazione delle difese immunitarie, in particolare dei macrofagi, di tre alghe: Spirulina, Clorella e Klamath. La Klamath ha una capacità 6 volte superiore.

    Studi compiuti da Jensen GS. Et al, Shytle DR. Et al, hanno dimostrato che l’assunzione di 1,5 grammi di Klamath promuove la stimolazione del rilascio e del trasporto di cellule staminali dal midollo osseo ai tessuti e agli organi e queste attività producono effetti significativi sulla rigenerazione dei tessuti danneggiati e degenerati.

    Gli studi del Dott. Drapeau C. et al, hanno mostrato la capacità rigenerativa di due estratti dell’alga Klamath sul tessuto muscolare cardiaco compromesso da una lesione.

    (In questo articolo vi parlo solo di alcune ricerche effettuate sull’alga klamath. Gli articoli, di cui vi accenno soltanto, sono stati pubblicati su un opuscolo del Centro Ricerche Nutriterapiche convenzionato con l’Università di Urbino. Chi fosse interessato a leggere gli articoli integrali e originali può chiedere informazioni a http://www.nutrigea.com).

  • Il frutto del melograno possiede notevoli proprietà antiossidanti, antiinfiammatorie, antibatteriche, antitumorali, gastroprotettrici, supporta la salute del cuore, della pelle, dell’intestino e del sistema immunitario. Il fiore viene usato in floriterapia per aiutare le donne gravide e le mamme. Frutto fin dall’antichità ammantato da simboli di fertilità, prosperità e ricchezza. Vi racconto questo meraviglioso frutto autunnale.

    (melagrane raccolte in pianura padana a settembre 2025, un autunno generoso quest’anno!)

    Nell’Antico Testamento il melograno era definito la pianta della Terra Promessa. Ma prima ancora i Fenici e gli Egizi ritenevano che la melagrana fosse il frutto della rinascita, della rigenerazione dei tessuti. La medicina popolare medio-orientale e l’Ebraismo attribuivano a questa pianta poteri miracolosi. Ad esempio il frutto veniva mangiato intinto nel miele durante la festa di Rosh ha-shana, il capodanno ebraico, come simbolo di fecondità, prosperità e ricchezza. Ma anche i Romani inneggiavano ai sui fiori, a forma di stella magica, come simbolo di fertilità. Le donne ne portavano ghirlande tra i capelli e il succo di melagrana veniva consumato per tutta la durata della luna di miele degli sposi. In epoca cristiana la melagrana, grazie alla cospicua quantità di semi che contiene, divenne il simbolo dell’infinita creatività dello spirito e della sua immensa generosità. Il melograno era così presente in Spagna che la città di Granada prende il nome da questa pianta.

    PROPRIETÀ ANTIOSSIDANTI E ANTINVECCHIAMENTO

    La melagrana è ricca di vitamine tra cui la C e i carotenoidi e di polifenoli come l’acido ellagico che previene la degradazione del collagene e le punicalagine. Grazie a queste sostanze protegge le cellule e rallenta l’invecchiamento interno e cutaneo. Fornisce anche preziosi sali minerali come: potassio, fosforo, magnesio, ferro, zinco, manganese e rame.

    PROTEZIONE CARDIO-VASCOLARE

    Gli ellagitannini, in particolare la granatina B e la punicalagina, presenti nel succo, se assunti regolarmente, possono aiutare a ridurre il rischio di malattie cardiache e vascolari: migliorare la circolazione, mantenere sotto controllo il colesterolo, normalizzare la pressione sanguigna, ridurre il diabete, regolarizzare il peso corporeo.

    PROTEZIONE GASTRO-ENTERICA

    La melagrana è ricca di fibre solubili e insolubili, favorisce la salute del microbiota intestinale. Secondo Jean Valnet, pioniere della fitoterapia, questo frutto oltre ad avere un effetto astringente e utile per la dissenteria, è utile per eliminare la tenia, ha quindi un buon effetto vermifugo. Le sue proprietà antinfiammatorie e antibatteriche proteggono la mucosa gastrica fungendo da gastroprotettori.

    PROTEZIONE IMMUNITARIA E ANTITUMORALE

    Il succo di melagrana nutre e rafforza le difese immunitarie aiutando a prevenire i malanni di stagione. Protegge dai tumori, in particolare da quello alla prostata e dai linfomi. È stato associato a benefici contro l’iperplasia prostatica benigna.

    ALTRE PROPRIETÀ

    • L’alto contenuto di acqua e potassio stimolano la diuresi e favoriscono la depurazione dell’organismo.
    • I fitoestrogeni presenti ed i numerosi sali minerali, possono aiutare ad alleviare alcuni effetti della menopausa come le vampate, la secchezza vaginale, il nervosismo e gli sbalzi di umore, la salute delle ossa e delle articolazioni.

    FLORITERAPIA

    I fiori di melograno vengono utilizzati per preparare un rimedio floreale californiano chiamato Pomegranate. Tra le sue varie proprietà benefiche cito quella di aiutare le donne che fanno fatica a conciliare l’attività lavorativa con la maternità, che faticano ad esprimere la propria creatività al di fuori dell’ambito familiare. Pomegranate favorisce la soddisfazione sessuale, la fecondazione, sostiene fisicamente ed emotivamente durante la gravidanza e facilita il parto.

    UTILIZZO

    Potete aggiungere i chicchi alle insalate o mangiarli in purezza oppure spremere il succo con un spremiagrumi e diluirlo con un poco di acqua. Il succo va bevuto subito. Secondo l’erboristeria antica, il decotto di radici e i rametti contengono pelletierina che ha la capacità di paralizzare le tenie e favorire la loro espulsione intestinale.

    AVVERTENZE

    Verificare di non avere allergia o intolleranza verso le famiglie Lythraceae o le Punicaceae, di cui il melograno fa parte, o verso questa pianta specifica. Se si assumono farmaci che agiscono sul citocromo, anticoagulanti, antipertensivi, consultare il medico curante.

  • L’autunno è una fase dell’anno propizia per fare il punto della situazione, per vedere come sono andati gli ultimi sei mesi, quali frutti abbiamo raccolto dalla primavera ad oggi, quali progetti e intenti hanno dato effettivamente frutti e quali vanno invece rivisti o eliminati.

    Quest’anno l’equinozio cade lunedì 22 settembre e attorno alle 20:30 inizia l’autunno astronomico. In questo giorno le ore di luce e buio si equivalgono, ma la luce del sole cederà il passo alla luna e le ore di buio aumenteranno fino al solstizio d’inverno. Festeggiamo l’equinozio con un piccolo rituale propiziatorio, semplice e rasserenante!

    RITUALE DELL’EQUINOZIO

    Procuriamoci:

    • una candelina;
    • del profumo naturale, ad esempio un bastoncino d’incenso aromatizzato oppure degli oli essenziali da mettere nel brucia-essenze;
    • una miscela di erbe e spezie per tisana (va bene anche in bustina già pronta).

    Lunedì sera, dopo cena, prepariamoci una tisana, accendiamo la candela, luci soffuse, profumo che si espande nella stanza e sediamoci comode a sorseggiare l’infuso caldo, focalizzando l’attenzione sugli ultimi sei mesi trascorsi. Ringraziamo il Creato (o Dio se preferite) per tutto ciò che abbiamo ricevuto, per il cibo, l’acqua, i vestiti, per tutto ciò che abbiamo, per tutti i momenti belli vissuti, per tutti i sorrisi e gli abbracci ricevuti. Poi portiamo l’attenzione su tutto quello che abbiamo fatto, sul nostro impegno, sul tempo e sull’energia impiegata e ringraziamoci. Ringraziamo tutte le persone che abbiamo conosciuto e che stanno arricchendo la nostra vita, che stanno al nostro fianco, che ci stanno insegnando, supportando, amando. Ringraziamo tutte le persone che si sono allontanante o che abbiamo deciso di allontanare, per ciò che ci hanno dato e insegnato, benediciamole e lasciamo che il loro ricordo sfumi sullo sfondo della nostra attuale esistenza. Dedichiamo un momento di preghiera e benedizione ai i nostri Antenati, che ci hanno preceduto e hanno contribuito al nostro essere qui ora. Focalizziamo l’attenzione sui progetti in corso, se vogliamo tenerli, se hanno bisogno di nuova energia, nutrimento o se è tempo di benedirli e lasciarli andare. Creiamo dello spazio nuovo, vuoto, pulito, per i nuovi intenti e progetti. E infine, semplicemente, andiamo a dormire o godiamoci il resto della serata con animo leggero, senza ulteriori pensieri.

    Se da una parte con la fine delle vacanze estive torniamo al pieno delle attività: scuola lavoro, sport, ecc. dall’altra è importante trovare sintonia coi ritmi naturali autunnali e ritagliarci degli spazi di introversione in cui il corpo possa purificarsi dal superfluo e riposare:

    • inserire durante la settimana dei momenti di digiuno, come può essere saltare una cena oppure anticipare l’orario della cena per dare maggior tempo agli organi di eliminare le tossine accumulate. O ancora scegliere un’alimentazione totalmente vegetale per 1-2 giorni alla settimana (verdure, cereali in chicco, legumi, frutta, frutta disidratata, frutta secca).
    • Meditazione, yoga integrale, stretching, tecniche di rilassamento. Scegliere delle pratiche settimanali da fare da soli o in gruppo in cui poter ritagliarsi degli spazi di lavoro sul corpo, il respiro e lo spirito. Pratiche più naturali possibili, accompagnate dal silenzio o da strumenti armonici. Pratiche antiche che permettano di creare uno spazio interiore di raccoglimento, centratura e radicamento.
    • Utilizzare erbe, integratori e rimedi naturali adatti alla stagione autunnale, che possano ripulire il corpo, rafforzare il terreno di base e accompagnare le pratiche meditative. Ad esempio il rituale della tisana serale, che rilassa e concilia il sonno.

    Se vuoi una consulenza personalizzata (in presenza oppure online) per affrontare al meglio il periodo autunnale scrivimi! Se vuoi restare aggiornata sugli eventi riguardanti il benessere psicofisico che propongo tutti gli anni, specificalo nella mail.

    Buon equinozio d’autunno!

  • il Ribes Nigrum gemmoterapico è un fantastico rimedio naturale per tutte le problematiche dell’apparato respiratorio! Ma non solo.

    Il ribes nero è una pianta “adattogena” ovvero ha una azione aspecifica che la rende in grado di innalzare la resistenza fisica allo stress ambientale o di altra natura per evitare l’insorgere di malattie.

    Grazie alla sua azione ad ampio spettro: antiallergica, antinfiammatoria, energetica, immunomodulante, viene usata come supporto di tanti altri gemmoterapici più specifici per velocizzare il processo di guarigione o per rafforzare il processo di prevenzione dalle varie malattie.

    PROPRIETÀ

    Il momento della giornata in cui il Ribes Nigrum Gemme funziona meglio è al mattino.

    • Indicato nelle manifestazioni allergiche, infiammatorie sia generali che locali, a carico dell’apparato locomotore, respiratorio, digestivo e urinario.
    • Abbinato ad altri gemmoterapici del settore osteoschelettrico, è un importante rimedio contro l’artrosi e nel tempo assicura una riparazione delle cartilagini lese.
    • Diminuisce dolore e infiammazione di tendini e legamenti.
    • Ricco di Flavonoidi e Antociani, di vit. C, riesce a potenziare la risposta immunitaria contro le infezioni: malattie infettive, deficit immunitari, influenze, convalescenze, astenie funzionali.
    • Grazie alle sue proprietà antiflogistiche cura: acne, prostatite, sinusite e tante altre problematiche in cui predomina la componente infiammatoria.
    • Indicato nelle sindromi allergiche di vario genere: oculorinite, eritema solare, punture di insetto, allergia da farmaci, emicrania, ecc.
    • Impiegato per la mononucleosi, accompagna e gestisce la terapia antibiotica, funge da chemio-protettore.
    • Stimola il catabolismo dell’urea, dell’acido ureo e del colesterolo, manifestando proprietà drenanti.
    • Previene, con la sua azione antiossidante, l’invecchiamento.

    UTILIZZO

    Può essere assunto, a livello preventivo, per tutto l’autunno, per rafforzare il terreno di base, le difese immunitarie ed evitare raffreddori, influenze, mal di gola. Oppure può essere assunto da fine gennaio fino a marzo per evitare o ridurre gli episodi allergici di origine respiratoria tipici della primavera.

    Con dosaggi differenti da quelli usati per la prevenzione, può essere assunto come curativo in caso di infezioni o virus alle vie respiratorie e per tutte le altre problematiche di cui si occupa.

    AVVERTENZE

    Si consiglia cautela in caso di ipertensione

  • Questa bevanda è una panacea, un rimedio macrobiotico molto usato e conosciuto. Inoltre è facile e veloce da preparare. Rinvigorente, digestiva, curativa dell’intestino e dello stomaco. Calma diarrea, raffreddore e febbre. Perfetta per l’autunno in arrivo! Ti racconto le altre sue proprietà e come preparare la ricetta.

    Partiamo con lo spiegare il nome, kuzu è un amido estratto dalla radice della Pueraria lobata, una leguminosa rampicante selvatica. Ha tante proprietà benefiche, tra le più importanti quella di rinforzare l’apparato digerente e intestinale. Shoyu è un tipo di salsa di soia fermentata utilizzata per insaporire le pietanze, è ricca di prebiotici, vitamine, sali minerali ed ha proprietà antiossidanti. Umeboshi è una prugna fermentata dalle incredibili proprietà, una di queste è l’effetto alcalinizzante. Adesso ti racconto qualche dettaglio in più sui benefici di questa bevanda e in fondo all’articolo ti scrivo la ricetta!

    POLVERE DI KUZU

    Ha numerose proprietà, vediamole:

    • disinfiamma la mucosa intestinale, regola la peristalsi intestinale, ripristina la flora batterica sana.
    • Tonifica tutto il tratto digerente, ha effetto alcalinizzante, lenisce i bruciori di gastrite e reflusso.
    • Abbassa lo stato infiammatorio generale del corpo.
    • Regolarizza la temperatura corporea in caso di febbre.
    • Migliora il metabolismo del glucosio.
    • Aiuta in caso di convalescenza o inappetenza.
    • Allevia i sintomi del raffreddore e favorisce l’eliminazione del muco.
    • Aumenta la vitalità dell’organismo.
    • Aiuta in caso di dipendenze da alcool e zuccheri

    Come si usa:

    In cucina si usa come addensante di mousse, creme, frutta cotta, ecc., ma il suo uso più importante è quello curativo. Si può usare al bisogno, ad esempio in caso di bruciore di stomaco sporadico, oppure come “cura” per qualche settimana.

    Può essere aggiunto alla frutta che cuoce: per renderla più digeribile e per ridurre l’effetto raffreddante e potenzialmente indebolente della frutta cruda usata in inverno (secondo la visione macrobiotica). Indicata per persone con stati di debolezza.

    Abbinato al malto di riso o di orzo ha un effetto calmante sulla fame nervosa o sulla voglia di dolce.

    Abbinato alla salsa di soia, all’umeboshi e allo zenzero, si prepara una bevanda per il mal di gola, le difficoltà digestive e per migliorare la circolazione.

    Abbinato al succo di mela ha effetto calmante e rilassante, favorisce il sonno, riduce gli stati di tensione, regola la febbre.

    Abbinato alla radice di loto aiuta l’eliminazione del muco.

    SHOYU

    Questa salsa di soia, se di qualità, contiene prebiotici che aiutano la flora batterica intestinale, vitamine, sali minerali e numerose proteine vegetali. Ha un potere antiossidante superiore 10 volte a quello del vino. Contiene glutine, per chi è celiaco si può sostituire con la salsa di soia Tamari.

    UMEBOSHI

    L’umeboshi è una prugna/albicocca lasciata essiccare e poi messa sotto sale con foglie di shiso, messa sotto pressione e lasciata a fermentare per molto tempo, anche degli anni.

    Proprietà dell’umeboshi:

    • potente alcalinizzante, grazie soprattutto alla notevole quantità di citrati.
    • Toglie la stanchezza
    • Stimola il fegato
    • Stimola l’intestino
    • Antibatterica
    • Velocizza la scomposizione dell’acido lattico
    • “Antidoto” all’abuso di alcol o di zucchero

    Per quali problemi può essere utile:

    • cefalea primaria;
    • nausea (da viaggio, gravidica, da terapie, ecc.);
    • stitichezza e/o disbiosi intestinale;
    • reflusso e/o difficoltà digestiva;
    • ipotensione estiva (prova a mettere una prugna nella bottiglia di acqua che porti con te fuori casa);
    • alitosi.

    RICETTA (dose per una persona):

    • 1 cucchiaino di polvere di kuzu
    • la punta di un cucchiaino di purea di umeboshi (o un pezzetto di prugna da schiacciare con la forchetta)
    • qualche goccia di salsa di soia (shoyu o tamari)
    • 1 bicchiere d’acqua fredda.

    Metti acqua, kuzu e umeboshi in un pentolino, porta a bollore mescolando bene. Quando inizia a bollire e vedi che il liquido è diventato trasparente puoi aggiungere la salsa di soia, cuoci ancora un momento e spegni.

    Bevi caldo, anche perché raffreddandosi il kuzu addensa e diventa imbevibile.

    La bevanda si può assumere in qualsiasi momento della giornata, a seconda delle necessità. In caso di difficoltà digestiva si prende subito dopo mangiato. In caso di problemi intestinali è consigliato al mattino a digiuno.

  • Chi è appassionato di pietre, conosce o pratica la cristalloterapia sa quanto le pietre naturali possano facilitare il riequilibrio energetico del nostro essere, ad esempio applicandoli sui chakra. Purificano gli ambienti: casa, ufficio, negozio, palestra, ecc. Facilitano la meditazione, diventando canali di ricezione di frequenze armoniche.

    Le pietre e i cristalli vengono utilizzati fin dai tempi antichi per accentuare la connessione con le energie sottili, si narra che contengano le memorie della Terra.

    (Nella foto, cristallo grezzo di Rocca mentre entra in sintonia con l’energia della terra dolomitica, con la sua storia. Foto scattata in Val di Fassa, durante la mia stagione lavorativa estiva a Canazei. Estate 2019).

    Possiamo scegliere una pietra o un cristallo che sentiamo affine in questo momento e tenerlo con noi durante le escursioni nella natura. Lasciamolo caricare dell’energia del posto, troviamoci un angolo tranquillo in cui meditare ed usiamo il cristallo per entrare in comunicazione con lo Spirito del Luogo e con la sua storia.

    Se non avete un cristallo potete raccogliere un sasso che trovate vicino a un fiume, in montagna o al mare. Prendetevi il tempo necessario per cercarlo, lasciandovi guidare dall’intuito, poi ringraziate per il nuovo amico trovato che vi accompagnerà nelle vostre meditazioni.

    AFFIDARE UN COMPITO AL CRISTALLO

    I cristalli e le pietre si possono destinare a un intento preciso:

    • purificare e proteggerci dalle energie negative (in questo caso è meglio scegliere una pietra gioiello o di piccole dimensioni che si può portare sempre addosso);
    • purificare la camera da letto o una stanza specifica della casa o il posto di lavoro;
    • aiutarci a ottenere un risultato;
    • per fare cristalloterapia;
    • per avere intuizioni durante la pratica meditativa,
    • ecc.

    Per affidare un compito al cristallo bisogna prima purificarlo lavandolo sotto l’acqua corrente e poi lasciandolo dentro a un contenitore di vetro inserito in un contenitore più grande riempito di sale grosso, da una a tre notti (il cristallo deve essere circondato dal sale, ma non entrarne direttamente a contatto).

    Una volta che si è ripulio potete ricaricarlo nella natura o sotto i raggi della luna piena.

    Infine create un momento di raccoglimento interiore nella natura o in una stanza tranquilla in cui non venite disturbati (potete accendere dell’incenso e delle candele se vi piace), prendete tra le mani il cristallo, chiudete gli occhi, respirate e cercate di entrare in sintonia con esso. Quando percepite uno stato di quiete e rilassamento interiore, benedite il cristallo e affidategli il compito che desiderate faccia trasmettendogli amore e gratitudine.

  • A settembre bisogna affrontare il brusco cambiamento climatico, la riduzione delle ore di luce e lo stile di vita spensierato e sregolato delle vacanze, questo comporta stress e tensione per il nostro corpo e la nostra mente.

    Si parte dal ripulire il fisico da tutte quelle tossine accumulate in estate a causa di un’alimentazione disordinata e di un ritmo di vita irregolare. In questo frangente ci giunge prezioso l’aiuto dell’olio essenziale di ginepro. Depurativo e drenante, questo olio essenziale agisce sia sui reni che sul sistema linfatico liberando il corpo dalle tossine e dalle scorie ed ha anche attività diuretica.

    Grazie alle sue proprietà il ginepro è utile in caso di stasi venosa, edemi, ritenzione idrica e cellulite. Ottimo antireumatico, allevia i dolori muscolari da umidità, utilizzatelo diluito nella crema corpo o nell’olio da massaggio!

    Grazie alla sua funzione depurativa anche il fegato ne trae beneficio. Si usa anche per acne e problemi al cuoio capelluto.

    Le bacche di ginepro hanno una lunga tradizione erboristica come diuretiche, digestive e balsamiche, dalla loro fermentazione in acqua calda si distilla il gin. È espettorante ed è utile vaporizzato nell’ambiente in caso di tosse e raffreddore. L’olio essenziale, annusato spesso durante la giornata, allevia la cistite grazie alle sue proprietà disinfettanti.

    Il ginepro, pianta solare rigogliosa e vitale, che spesso diventa centenaria, è stato utilizzato fin dall’antichità da civiltà e popoli molto diversi per scopi terapeutici e propiziatori. Il legno, resistente e inattaccabile dai tarli, era usato come materiale da costruzione, mentre i rami venivano bruciati per fare fumigazioni, per allontanare malattie e spiriti maligni. Usato dagli Egizi per conservare i cadaveri, dai Greci per propiziarsi le divinità degli inferi e purificare le anime dalla vendetta, benedetto dalla Madonna per aver nascosto dietro i suoi rami la Sacra Famiglia inseguita dai soldati di Erode. Molte usanze pagane furono cristianizzate e nel Medioevo il ginepro entrò come pianta benedetta natalizia nelle case e nelle stalle. Pare che la croce di Cristo fosse fatta di legno di ginepro.

    Il ginepro è quindi una pianta associata alla protezione e alla purificazione, al riconoscimento delle proprie debolezze e al pentimento del cuore. Come il suo legno rappresenta la croce del Cristo, così la sua cenere è simbolo dell’umiltà dell’uomo dinnanzi a Dio. Come altre piante collegate simbolicamente alle qualità saturnine, il ginepro indica il confine che bisogna superare, l’incontro simbolico con la morte delle proprie parti psichiche vecchie perché possa avvenire la purificazione e la rinascita.

    ENERGETICO PER LA PSICHE RIDA’ TONO ALL’UMORE

    Alla ripresa settembrina si può avere un calo dell’umore e una difficoltà a ripartire a pieno ritmo riprendendo le attività della vita di tutti i giorni. Dal punto di vista psicologico il ginepro agisce col suo potere stimolante, riscaldando e aumentando la sicurezza e la volontà delle persone caratterialmente paurose e timide, col suo potere depurativo sblocca le situazioni stagnanti in cui una persona tende a chiudersi ed isolarsi e aiuta a ritrovare la determinazione per affrontare i vari ostacoli della vita. Induce ad aprirsi e ad uscire dalla stasi dei pensieri negativi, dalle preoccupazioni e dai ricordi spiacevoli, dai sensi di colpa. Viene spesso consigliato quando ci si sente scossi o turbati dopo l’incontro con persone che si sono comportare in modo sgradevole o malevolo oppure quando ci si sente frastornati in luoghi molto affollati. Per tutti il ginepro è un ottimo tonico dell’umore, si usa diluito nell’olio da massaggio, passandolo su tutto il corpo, diluito in olio base o crema neutra (2 gocce di essenza per ogni cucchiaio).

    COME APPLICARLO SULL’ACNE

    L’azione depurativa e astringente del ginepro si utilizza anche per problemi di acne, pelle grassa e impura. Si possono usare 5- 10 gocce di olio essenziale di ginepro in 200 ml di tonico. Massaggiare delicatamente il viso evitando la zona perioculare, lasciare agire qualche minuto e poi risciacquare con acqua tiepida.

    COME USARLO IN UN MASSAGGIO LINFODRENANTE

    Il sistema linfatico ha il compito di drenare le sostanze rifiuto e le tossine nel nostro organismo e facilitarne l’eliminazione soprattutto attraverso i reni. Un mal funzionamento o un blocco di questo sistema può creare problematiche come edemi, ritenzione di liquidi e cellulite. Massaggiate l’olio essenziale di ginepro (2 gocce sciolte in un cucchiaio di olio base) sulle principali stazioni linfatiche: collo, ascella, inguine e gambe con movimenti circolari e delicati. Per potenziarne l’effetto si possono associare altre essenze dall’azione sinergica. Per sovrappeso e insufficienza circolatoria, mescolate l’olio essenziale di ginepro con quelli di limone, rosmarino e geranio (2 gocce di ciascuno in due cucchiai di olio base). Per la cellulite si può miscelare con basilico (3 gocce), limone (2), timo (1), in 2 cucchiai di olio vegetale.

    Bibliografia:  Aromaterapia, Fabbri Editori – Salute Naturale, Riza

  • Una delle più importanti conseguenze del passaggio dalla tradizione erboristica antica alla fitoterapia medicalizzata e alla sintesi chimica dei principi attivi nella farmacopea moderna, è stata la perdita del fattore stagionale. Oggi siamo abituati a utilizzare le piante in modo indiscriminato, sia nell’alimentazione che nell’uso erboristico. Una dimenticanza che è all’origine di molti errori nello stile di vita e soprattutto in molti disturbi da “disadattamento organico”, una sorta di stress biologico conseguente allo sfasamento tra i ritmi naturali esterni e quelli interni.

    Un altro aspetto importantissimo è la differenza tra prodotto di sintesi e prodotto naturale. Un’erba contiene in sé una moltitudine di sostanze terapeutiche che si bilanciano fra loro, dunque usare la parte della pianta sotto forma di medicamento (in infuso, ad esempio) o di alimento, è la via migliore e più facilmente gestibile. Il singolo principio attivo estratto dalla pianta e assunto sotto forma di compressa o gocce è sicuramente efficace ma è da gestire nei modi e nei tempi di assunzione, in base al periodo stagionale e al problema di salute. Anche se naturale, è pur sempre un medicamento. Lo stesso principio attivo creato però in laboratorio, non è bilanciato come quello di origine naturale, in quanto nonostante gli enormi progressi scientifici l’uomo non è ancora in grado di eguagliare la natura e questi prodotti di sintesi vanno considerati come farmaci, che possono creare intossicazione o problemi se assunti con posologie e tempistiche non idonee. Basti pensare, ad esempio, alla vitamine sintetiche che, se assunte in eccesso, si depositano nel grasso corporeo. Essendo sintetiche, il corpo non riesce a smaltirle come farebbe con le vitamine di origine vegetale.

    Integratori e multivitaminici hanno utilità e senso in certi periodi di poca salute e maggior necessità da parte dell’organismo, ma la via virtuosa è quella di avere uno stile di vita sano, utilizzando cibi ed erbe benefiche nel quotidiano e nel giusto periodo stagionale.

    Il mio compito di Naturopata è proprio quello di aiutarti a ritrovare l’armonia con le stagioni e con i vari ritmi biologici del tuo corpo, attraverso gli alimenti e le piante più adatte ai tuoi problemi di salute. A tal fine t’invito a porti alcune domande:

    • assumi alimenti stagionali o mangi l’insalata di pomodori anche a dicembre? Ogni alimento ha la sua stagione, la zucchina e i pomodori, ad esempio, sono ricchi di acqua per rinfrescare e rimineralizzare il corpo nel periodo estivo quando fa decisamente caldo. Nel periodo invernale, al contrario, è meglio assumere verdure poco acquose, che nutrono e corroborano il corpo, come ad esempio le carote, il topinambur e altre radici oppure le crucifere. È utile rispolverare i libri delle semine dei nostri nonni, che si cibavano della frutta e verdura che cresceva nell’orto in perfetta sintonia stagionale.
    • I rimedi naturali che scegli sono adatti alla stagione? Ad esempio la melatonina è molto più utile assumerla in autunno e inverno, quando le ore di luce solare diminuiscono. A febbraio si rinnova la linfa degli alberi e i prodotti a base di linfa sono molto più efficaci per ripulire il nostro sistema linfatico da scorie e tossine.
    • Hai segnato sul tuo calendario la prevenzione da fare ai cambi di stagione? Ti sei accorto che alcuni malanni si ripresentano ogni anno nel solito periodo? Ad esempio in primavera e autunno aumentano gastriti e reflusso, in inverno influenze e raffreddamenti.

    Quelli che ti ho elencato sono solo alcuni spunti di riflessione per incoraggiarti ad essere maggiormente presente alle esigenze del tuo corpo e del tuo benessere psicofisico.