• L’autunno è una fase dell’anno propizia per fare il punto della situazione, per vedere come sono andati gli ultimi sei mesi, quali frutti abbiamo raccolto dalla primavera ad oggi, quali progetti e intenti hanno dato effettivamente frutti e quali vanno invece rivisti o eliminati.

    Quest’anno l’equinozio cade lunedì 22 settembre e attorno alle 20:30 inizia l’autunno astronomico. In questo giorno le ore di luce e buio si equivalgono, ma la luce del sole cederà il passo alla luna e le ore di buio aumenteranno fino al solstizio d’inverno. Festeggiamo l’equinozio con un piccolo rituale propiziatorio, semplice e rasserenante!

    RITUALE DELL’EQUINOZIO

    Procuriamoci:

    • una candelina;
    • del profumo naturale, ad esempio un bastoncino d’incenso aromatizzato oppure degli oli essenziali da mettere nel brucia-essenze;
    • una miscela di erbe e spezie per tisana (va bene anche in bustina già pronta).

    Lunedì sera, dopo cena, prepariamoci una tisana, accendiamo la candela, luci soffuse, profumo che si espande nella stanza e sediamoci comode a sorseggiare l’infuso caldo, focalizzando l’attenzione sugli ultimi sei mesi trascorsi. Ringraziamo il Creato (o Dio se preferite) per tutto ciò che abbiamo ricevuto, per il cibo, l’acqua, i vestiti, per tutto ciò che abbiamo, per tutti i momenti belli vissuti, per tutti i sorrisi e gli abbracci ricevuti. Poi portiamo l’attenzione su tutto quello che abbiamo fatto, sul nostro impegno, sul tempo e sull’energia impiegata e ringraziamoci. Ringraziamo tutte le persone che abbiamo conosciuto e che stanno arricchendo la nostra vita, che stanno al nostro fianco, che ci stanno insegnando, supportando, amando. Ringraziamo tutte le persone che si sono allontanante o che abbiamo deciso di allontanare, per ciò che ci hanno dato e insegnato, benediciamole e lasciamo che il loro ricordo sfumi sullo sfondo della nostra attuale esistenza. Dedichiamo un momento di preghiera e benedizione ai i nostri Antenati, che ci hanno preceduto e hanno contribuito al nostro essere qui ora. Focalizziamo l’attenzione sui progetti in corso, se vogliamo tenerli, se hanno bisogno di nuova energia, nutrimento o se è tempo di benedirli e lasciarli andare. Creiamo dello spazio nuovo, vuoto, pulito, per i nuovi intenti e progetti. E infine, semplicemente, andiamo a dormire o godiamoci il resto della serata con animo leggero, senza ulteriori pensieri.

    Se da una parte con la fine delle vacanze estive torniamo al pieno delle attività: scuola lavoro, sport, ecc. dall’altra è importante trovare sintonia coi ritmi naturali autunnali e ritagliarci degli spazi di introversione in cui il corpo possa purificarsi dal superfluo e riposare:

    • inserire durante la settimana dei momenti di digiuno, come può essere saltare una cena oppure anticipare l’orario della cena per dare maggior tempo agli organi di eliminare le tossine accumulate. O ancora scegliere un’alimentazione totalmente vegetale per 1-2 giorni alla settimana (verdure, cereali in chicco, legumi, frutta, frutta disidratata, frutta secca).
    • Meditazione, yoga integrale, stretching, tecniche di rilassamento. Scegliere delle pratiche settimanali da fare da soli o in gruppo in cui poter ritagliarsi degli spazi di lavoro sul corpo, il respiro e lo spirito. Pratiche più naturali possibili, accompagnate dal silenzio o da strumenti armonici. Pratiche antiche che permettano di creare uno spazio interiore di raccoglimento, centratura e radicamento.
    • Utilizzare erbe, integratori e rimedi naturali adatti alla stagione autunnale, che possano ripulire il corpo, rafforzare il terreno di base e accompagnare le pratiche meditative. Ad esempio il rituale della tisana serale, che rilassa e concilia il sonno.

    Se vuoi una consulenza personalizzata (in presenza oppure online) per affrontare al meglio il periodo autunnale scrivimi! Se vuoi restare aggiornata sugli eventi riguardanti il benessere psicofisico che propongo tutti gli anni, specificalo nella mail.

    Buon equinozio d’autunno!

  • il Ribes Nigrum gemmoterapico è un fantastico rimedio naturale per tutte le problematiche dell’apparato respiratorio! Ma non solo.

    Il ribes nero è una pianta “adattogena” ovvero ha una azione aspecifica che la rende in grado di innalzare la resistenza fisica allo stress ambientale o di altra natura per evitare l’insorgere di malattie.

    Grazie alla sua azione ad ampio spettro: antiallergica, antinfiammatoria, energetica, immunomodulante, viene usata come supporto di tanti altri gemmoterapici più specifici per velocizzare il processo di guarigione o per rafforzare il processo di prevenzione dalle varie malattie.

    PROPRIETÀ

    Il momento della giornata in cui il Ribes Nigrum Gemme funziona meglio è al mattino.

    • Indicato nelle manifestazioni allergiche, infiammatorie sia generali che locali, a carico dell’apparato locomotore, respiratorio, digestivo e urinario.
    • Abbinato ad altri gemmoterapici del settore osteoschelettrico, è un importante rimedio contro l’artrosi e nel tempo assicura una riparazione delle cartilagini lese.
    • Diminuisce dolore e infiammazione di tendini e legamenti.
    • Ricco di Flavonoidi e Antociani, di vit. C, riesce a potenziare la risposta immunitaria contro le infezioni: malattie infettive, deficit immunitari, influenze, convalescenze, astenie funzionali.
    • Grazie alle sue proprietà antiflogistiche cura: acne, prostatite, sinusite e tante altre problematiche in cui predomina la componente infiammatoria.
    • Indicato nelle sindromi allergiche di vario genere: oculorinite, eritema solare, punture di insetto, allergia da farmaci, emicrania, ecc.
    • Impiegato per la mononucleosi, accompagna e gestisce la terapia antibiotica, funge da chemio-protettore.
    • Stimola il catabolismo dell’urea, dell’acido ureo e del colesterolo, manifestando proprietà drenanti.
    • Previene, con la sua azione antiossidante, l’invecchiamento.

    UTILIZZO

    Può essere assunto, a livello preventivo, per tutto l’autunno, per rafforzare il terreno di base, le difese immunitarie ed evitare raffreddori, influenze, mal di gola. Oppure può essere assunto da fine gennaio fino a marzo per evitare o ridurre gli episodi allergici di origine respiratoria tipici della primavera.

    Con dosaggi differenti da quelli usati per la prevenzione, può essere assunto come curativo in caso di infezioni o virus alle vie respiratorie e per tutte le altre problematiche di cui si occupa.

    AVVERTENZE

    Si consiglia cautela in caso di ipertensione

  • Questa bevanda è una panacea, un rimedio macrobiotico molto usato e conosciuto. Inoltre è facile e veloce da preparare. Rinvigorente, digestiva, curativa dell’intestino e dello stomaco. Calma diarrea, raffreddore e febbre. Perfetta per l’autunno in arrivo! Ti racconto le altre sue proprietà e come preparare la ricetta.

    Partiamo con lo spiegare il nome, kuzu è un amido estratto dalla radice della Pueraria lobata, una leguminosa rampicante selvatica. Ha tante proprietà benefiche, tra le più importanti quella di rinforzare l’apparato digerente e intestinale. Shoyu è un tipo di salsa di soia fermentata utilizzata per insaporire le pietanze, è ricca di prebiotici, vitamine, sali minerali ed ha proprietà antiossidanti. Umeboshi è una prugna fermentata dalle incredibili proprietà, una di queste è l’effetto alcalinizzante. Adesso ti racconto qualche dettaglio in più sui benefici di questa bevanda e in fondo all’articolo ti scrivo la ricetta!

    POLVERE DI KUZU

    Ha numerose proprietà, vediamole:

    • disinfiamma la mucosa intestinale, regola la peristalsi intestinale, ripristina la flora batterica sana.
    • Tonifica tutto il tratto digerente, ha effetto alcalinizzante, lenisce i bruciori di gastrite e reflusso.
    • Abbassa lo stato infiammatorio generale del corpo.
    • Regolarizza la temperatura corporea in caso di febbre.
    • Migliora il metabolismo del glucosio.
    • Aiuta in caso di convalescenza o inappetenza.
    • Allevia i sintomi del raffreddore e favorisce l’eliminazione del muco.
    • Aumenta la vitalità dell’organismo.
    • Aiuta in caso di dipendenze da alcool e zuccheri

    Come si usa:

    In cucina si usa come addensante di mousse, creme, frutta cotta, ecc., ma il suo uso più importante è quello curativo. Si può usare al bisogno, ad esempio in caso di bruciore di stomaco sporadico, oppure come “cura” per qualche settimana.

    Può essere aggiunto alla frutta che cuoce: per renderla più digeribile e per ridurre l’effetto raffreddante e potenzialmente indebolente della frutta cruda usata in inverno (secondo la visione macrobiotica). Indicata per persone con stati di debolezza.

    Abbinato al malto di riso o di orzo ha un effetto calmante sulla fame nervosa o sulla voglia di dolce.

    Abbinato alla salsa di soia, all’umeboshi e allo zenzero, si prepara una bevanda per il mal di gola, le difficoltà digestive e per migliorare la circolazione.

    Abbinato al succo di mela ha effetto calmante e rilassante, favorisce il sonno, riduce gli stati di tensione, regola la febbre.

    Abbinato alla radice di loto aiuta l’eliminazione del muco.

    SHOYU

    Questa salsa di soia, se di qualità, contiene prebiotici che aiutano la flora batterica intestinale, vitamine, sali minerali e numerose proteine vegetali. Ha un potere antiossidante superiore 10 volte a quello del vino. Contiene glutine, per chi è celiaco si può sostituire con la salsa di soia Tamari.

    UMEBOSHI

    L’umeboshi è una prugna/albicocca lasciata essiccare e poi messa sotto sale con foglie di shiso, messa sotto pressione e lasciata a fermentare per molto tempo, anche degli anni.

    Proprietà dell’umeboshi:

    • potente alcalinizzante, grazie soprattutto alla notevole quantità di citrati.
    • Toglie la stanchezza
    • Stimola il fegato
    • Stimola l’intestino
    • Antibatterica
    • Velocizza la scomposizione dell’acido lattico
    • “Antidoto” all’abuso di alcol o di zucchero

    Per quali problemi può essere utile:

    • cefalea primaria;
    • nausea (da viaggio, gravidica, da terapie, ecc.);
    • stitichezza e/o disbiosi intestinale;
    • reflusso e/o difficoltà digestiva;
    • ipotensione estiva (prova a mettere una prugna nella bottiglia di acqua che porti con te fuori casa);
    • alitosi.

    RICETTA (dose per una persona):

    • 1 cucchiaino di polvere di kuzu
    • la punta di un cucchiaino di purea di umeboshi (o un pezzetto di prugna da schiacciare con la forchetta)
    • qualche goccia di salsa di soia (shoyu o tamari)
    • 1 bicchiere d’acqua fredda.

    Metti acqua, kuzu e umeboshi in un pentolino, porta a bollore mescolando bene. Quando inizia a bollire e vedi che il liquido è diventato trasparente puoi aggiungere la salsa di soia, cuoci ancora un momento e spegni.

    Bevi caldo, anche perché raffreddandosi il kuzu addensa e diventa imbevibile.

    La bevanda si può assumere in qualsiasi momento della giornata, a seconda delle necessità. In caso di difficoltà digestiva si prende subito dopo mangiato. In caso di problemi intestinali è consigliato al mattino a digiuno.

  • Chi è appassionato di pietre, conosce o pratica la cristalloterapia sa quanto le pietre naturali possano facilitare il riequilibrio energetico del nostro essere, ad esempio applicandoli sui chakra. Purificano gli ambienti: casa, ufficio, negozio, palestra, ecc. Facilitano la meditazione, diventando canali di ricezione di frequenze armoniche.

    Le pietre e i cristalli vengono utilizzati fin dai tempi antichi per accentuare la connessione con le energie sottili, si narra che contengano le memorie della Terra.

    (Nella foto, cristallo grezzo di Rocca mentre entra in sintonia con l’energia della terra dolomitica, con la sua storia. Foto scattata in Val di Fassa, durante la mia stagione lavorativa estiva a Canazei. Estate 2019).

    Possiamo scegliere una pietra o un cristallo che sentiamo affine in questo momento e tenerlo con noi durante le escursioni nella natura. Lasciamolo caricare dell’energia del posto, troviamoci un angolo tranquillo in cui meditare ed usiamo il cristallo per entrare in comunicazione con lo Spirito del Luogo e con la sua storia.

    Se non avete un cristallo potete raccogliere un sasso che trovate vicino a un fiume, in montagna o al mare. Prendetevi il tempo necessario per cercarlo, lasciandovi guidare dall’intuito, poi ringraziate per il nuovo amico trovato che vi accompagnerà nelle vostre meditazioni.

    AFFIDARE UN COMPITO AL CRISTALLO

    I cristalli e le pietre si possono destinare a un intento preciso:

    • purificare e proteggerci dalle energie negative (in questo caso è meglio scegliere una pietra gioiello o di piccole dimensioni che si può portare sempre addosso);
    • purificare la camera da letto o una stanza specifica della casa o il posto di lavoro;
    • aiutarci a ottenere un risultato;
    • per fare cristalloterapia;
    • per avere intuizioni durante la pratica meditativa,
    • ecc.

    Per affidare un compito al cristallo bisogna prima purificarlo lavandolo sotto l’acqua corrente e poi lasciandolo dentro a un contenitore di vetro inserito in un contenitore più grande riempito di sale grosso, da una a tre notti (il cristallo deve essere circondato dal sale, ma non entrarne direttamente a contatto).

    Una volta che si è ripulio potete ricaricarlo nella natura o sotto i raggi della luna piena.

    Infine create un momento di raccoglimento interiore nella natura o in una stanza tranquilla in cui non venite disturbati (potete accendere dell’incenso e delle candele se vi piace), prendete tra le mani il cristallo, chiudete gli occhi, respirate e cercate di entrare in sintonia con esso. Quando percepite uno stato di quiete e rilassamento interiore, benedite il cristallo e affidategli il compito che desiderate faccia trasmettendogli amore e gratitudine.

  • A settembre bisogna affrontare il brusco cambiamento climatico, la riduzione delle ore di luce e lo stile di vita spensierato e sregolato delle vacanze, questo comporta stress e tensione per il nostro corpo e la nostra mente.

    Si parte dal ripulire il fisico da tutte quelle tossine accumulate in estate a causa di un’alimentazione disordinata e di un ritmo di vita irregolare. In questo frangente ci giunge prezioso l’aiuto dell’olio essenziale di ginepro. Depurativo e drenante, questo olio essenziale agisce sia sui reni che sul sistema linfatico liberando il corpo dalle tossine e dalle scorie ed ha anche attività diuretica.

    Grazie alle sue proprietà il ginepro è utile in caso di stasi venosa, edemi, ritenzione idrica e cellulite. Ottimo antireumatico, allevia i dolori muscolari da umidità, utilizzatelo diluito nella crema corpo o nell’olio da massaggio!

    Grazie alla sua funzione depurativa anche il fegato ne trae beneficio. Si usa anche per acne e problemi al cuoio capelluto.

    Le bacche di ginepro hanno una lunga tradizione erboristica come diuretiche, digestive e balsamiche, dalla loro fermentazione in acqua calda si distilla il gin. È espettorante ed è utile vaporizzato nell’ambiente in caso di tosse e raffreddore. L’olio essenziale, annusato spesso durante la giornata, allevia la cistite grazie alle sue proprietà disinfettanti.

    Il ginepro, pianta solare rigogliosa e vitale, che spesso diventa centenaria, è stato utilizzato fin dall’antichità da civiltà e popoli molto diversi per scopi terapeutici e propiziatori. Il legno, resistente e inattaccabile dai tarli, era usato come materiale da costruzione, mentre i rami venivano bruciati per fare fumigazioni, per allontanare malattie e spiriti maligni. Usato dagli Egizi per conservare i cadaveri, dai Greci per propiziarsi le divinità degli inferi e purificare le anime dalla vendetta, benedetto dalla Madonna per aver nascosto dietro i suoi rami la Sacra Famiglia inseguita dai soldati di Erode. Molte usanze pagane furono cristianizzate e nel Medioevo il ginepro entrò come pianta benedetta natalizia nelle case e nelle stalle. Pare che la croce di Cristo fosse fatta di legno di ginepro.

    Il ginepro è quindi una pianta associata alla protezione e alla purificazione, al riconoscimento delle proprie debolezze e al pentimento del cuore. Come il suo legno rappresenta la croce del Cristo, così la sua cenere è simbolo dell’umiltà dell’uomo dinnanzi a Dio. Come altre piante collegate simbolicamente alle qualità saturnine, il ginepro indica il confine che bisogna superare, l’incontro simbolico con la morte delle proprie parti psichiche vecchie perché possa avvenire la purificazione e la rinascita.

    ENERGETICO PER LA PSICHE RIDA’ TONO ALL’UMORE

    Alla ripresa settembrina si può avere un calo dell’umore e una difficoltà a ripartire a pieno ritmo riprendendo le attività della vita di tutti i giorni. Dal punto di vista psicologico il ginepro agisce col suo potere stimolante, riscaldando e aumentando la sicurezza e la volontà delle persone caratterialmente paurose e timide, col suo potere depurativo sblocca le situazioni stagnanti in cui una persona tende a chiudersi ed isolarsi e aiuta a ritrovare la determinazione per affrontare i vari ostacoli della vita. Induce ad aprirsi e ad uscire dalla stasi dei pensieri negativi, dalle preoccupazioni e dai ricordi spiacevoli, dai sensi di colpa. Viene spesso consigliato quando ci si sente scossi o turbati dopo l’incontro con persone che si sono comportare in modo sgradevole o malevolo oppure quando ci si sente frastornati in luoghi molto affollati. Per tutti il ginepro è un ottimo tonico dell’umore, si usa diluito nell’olio da massaggio, passandolo su tutto il corpo, diluito in olio base o crema neutra (2 gocce di essenza per ogni cucchiaio).

    COME APPLICARLO SULL’ACNE

    L’azione depurativa e astringente del ginepro si utilizza anche per problemi di acne, pelle grassa e impura. Si possono usare 5- 10 gocce di olio essenziale di ginepro in 200 ml di tonico. Massaggiare delicatamente il viso evitando la zona perioculare, lasciare agire qualche minuto e poi risciacquare con acqua tiepida.

    COME USARLO IN UN MASSAGGIO LINFODRENANTE

    Il sistema linfatico ha il compito di drenare le sostanze rifiuto e le tossine nel nostro organismo e facilitarne l’eliminazione soprattutto attraverso i reni. Un mal funzionamento o un blocco di questo sistema può creare problematiche come edemi, ritenzione di liquidi e cellulite. Massaggiate l’olio essenziale di ginepro (2 gocce sciolte in un cucchiaio di olio base) sulle principali stazioni linfatiche: collo, ascella, inguine e gambe con movimenti circolari e delicati. Per potenziarne l’effetto si possono associare altre essenze dall’azione sinergica. Per sovrappeso e insufficienza circolatoria, mescolate l’olio essenziale di ginepro con quelli di limone, rosmarino e geranio (2 gocce di ciascuno in due cucchiai di olio base). Per la cellulite si può miscelare con basilico (3 gocce), limone (2), timo (1), in 2 cucchiai di olio vegetale.

    Bibliografia:  Aromaterapia, Fabbri Editori – Salute Naturale, Riza

  • Una delle più importanti conseguenze del passaggio dalla tradizione erboristica antica alla fitoterapia medicalizzata e alla sintesi chimica dei principi attivi nella farmacopea moderna, è stata la perdita del fattore stagionale. Oggi siamo abituati a utilizzare le piante in modo indiscriminato, sia nell’alimentazione che nell’uso erboristico. Una dimenticanza che è all’origine di molti errori nello stile di vita e soprattutto in molti disturbi da “disadattamento organico”, una sorta di stress biologico conseguente allo sfasamento tra i ritmi naturali esterni e quelli interni.

    Un altro aspetto importantissimo è la differenza tra prodotto di sintesi e prodotto naturale. Un’erba contiene in sé una moltitudine di sostanze terapeutiche che si bilanciano fra loro, dunque usare la parte della pianta sotto forma di medicamento (in infuso, ad esempio) o di alimento, è la via migliore e più facilmente gestibile. Il singolo principio attivo estratto dalla pianta e assunto sotto forma di compressa o gocce è sicuramente efficace ma è da gestire nei modi e nei tempi di assunzione, in base al periodo stagionale e al problema di salute. Anche se naturale, è pur sempre un medicamento. Lo stesso principio attivo creato però in laboratorio, non è bilanciato come quello di origine naturale, in quanto nonostante gli enormi progressi scientifici l’uomo non è ancora in grado di eguagliare la natura e questi prodotti di sintesi vanno considerati come farmaci, che possono creare intossicazione o problemi se assunti con posologie e tempistiche non idonee. Basti pensare, ad esempio, alla vitamine sintetiche che, se assunte in eccesso, si depositano nel grasso corporeo. Essendo sintetiche, il corpo non riesce a smaltirle come farebbe con le vitamine di origine vegetale.

    Integratori e multivitaminici hanno utilità e senso in certi periodi di poca salute e maggior necessità da parte dell’organismo, ma la via virtuosa è quella di avere uno stile di vita sano, utilizzando cibi ed erbe benefiche nel quotidiano e nel giusto periodo stagionale.

    Il mio compito di Naturopata è proprio quello di aiutarti a ritrovare l’armonia con le stagioni e con i vari ritmi biologici del tuo corpo, attraverso gli alimenti e le piante più adatte ai tuoi problemi di salute. A tal fine t’invito a porti alcune domande:

    • assumi alimenti stagionali o mangi l’insalata di pomodori anche a dicembre? Ogni alimento ha la sua stagione, la zucchina e i pomodori, ad esempio, sono ricchi di acqua per rinfrescare e rimineralizzare il corpo nel periodo estivo quando fa decisamente caldo. Nel periodo invernale, al contrario, è meglio assumere verdure poco acquose, che nutrono e corroborano il corpo, come ad esempio le carote, il topinambur e altre radici oppure le crucifere. È utile rispolverare i libri delle semine dei nostri nonni, che si cibavano della frutta e verdura che cresceva nell’orto in perfetta sintonia stagionale.
    • I rimedi naturali che scegli sono adatti alla stagione? Ad esempio la melatonina è molto più utile assumerla in autunno e inverno, quando le ore di luce solare diminuiscono. A febbraio si rinnova la linfa degli alberi e i prodotti a base di linfa sono molto più efficaci per ripulire il nostro sistema linfatico da scorie e tossine.
    • Hai segnato sul tuo calendario la prevenzione da fare ai cambi di stagione? Ti sei accorto che alcuni malanni si ripresentano ogni anno nel solito periodo? Ad esempio in primavera e autunno aumentano gastriti e reflusso, in inverno influenze e raffreddamenti.

    Quelli che ti ho elencato sono solo alcuni spunti di riflessione per incoraggiarti ad essere maggiormente presente alle esigenze del tuo corpo e del tuo benessere psicofisico.

  • A fine agosto il clima inizia a cambiare ed è importate già da ora preparare l’organismo ad affrontare l’autunno-inverno nel migliore dei modi attraverso un’alimentazione adeguata alla stagione.

    Molte persone sono già raffreddate o colpite da sinusiti e congestioni. Il raffreddore indica che il corpo ha accumulato freddo e cerca di espellerlo.

    In questo articolo trovi diversi suggerimenti utili per rafforzare il tuo organismo al fine di prevenire i raffreddamenti di cambio stagione, ma anche per accorciare i tempi di guarigione!

    L’aria condizionata e le escursioni termiche presenti durante le 24 ore possono raffreddare il corpo, ma l’accumulo di freddo avviene soprattutto con l’alimentazione: bevande fredde, alcolici, gelati, frutta tropicale; troppi: caffè, dolci e latticini. Questi alimenti congestionano il corpo, soprattutto le mucose delle vie respiratorie e dell’intestino aprendo le porte a raffreddore, sinusite, ma anche a cefalea, disbiosi intestinale, dolori mestruali.

    Cosa possiamo fare per evitare di raffreddarci o per velocizzare la guarigione?

    • Riduciamo il più possibile i cibi raffreddanti che vi ho elencato precedentemente.
    • Privilegiamo il consumo di cereali in chicco, soprattutto di: riso integrale o semilavorato, grano saraceno, avena, farro. Il riso è il cereale più equilibrato secondo una visone energetica degli alimenti, ha proprietà antinfiammatorie e decongestionanti, è inoltre il più indicato in caso di colite e disbiosi intestinale. Il grano saraceno è riscaldante e nutriente, privo di glutine, perfetto con il clima freddo e umido. L’avena oltre ad avere un effetto corroborante, è molto energetica, riscaldante e aiuta in caso di intestino pigro. Il farro è nutriente, ricco di carboidrati complessi, fibre, proteine e micronutrienti, ottimo per l’intestino pigro.
    • Ai pasti, ma anche durante la giornata beviamo liquidi a temperatura ambiente o meglio ancora tiepidi: tisane, te Kukicha che è privo di teina, bevanda d’orzo, bevanda yannon, ecc.
    • Prima del pasto, almeno 1 volta al giorno, bere una piccola tazza di zuppa di miso (potete prepararla voi o comprare le bustine già pronte).
    • Lo zenzero ha un effetto riscaldante, digestivo, disinfettante su stomaco e intestino Potete aggiungerlo ai cibi, in polvere o grattugiato se usate la radice fresca. Ottimo il suo infuso, sorseggiato nell’arco della giornata.

  •  [“Le erbe guaritrici sono quelle che sono state dotate del potere di aiutarci a conservare la nostra personalità”.  Dio nella sua misericordia ci ha dato cibo da mangiare, Egli ha posto tra le erbe dei campi belle piante per guarirci quando siamo malati. Queste sono lì per dare una mano all’uomo nelle ore scure dell’oblio quando perde la visione della sua divinità e permette alla nuvola di paura o dolore di oscurarla… Nella vera guarigione il nome e la natura della malattia non hanno importanza. Malattia del corpo è nient’altro che disarmonia tra l’anima e la mente. E’ solo un sintomo della causa e poiché la stessa si manifesta differentemente in quasi ogni individuo, cerca di toglierla e le conseguenze della malattia, qualunque esse siano, spariranno automaticamente. (Dr. Edward Bach)].

    Non importa se la malattia o il disagio di cui soffriamo è in noi da pochi giorni, mesi o molti anni, è lo stato d’animo della persona che va riequilibrato e la malattia non avrà più motivo di esistere.

    Il Dr. Edward Bach, padre fondatore della Floriterapia, ha voluto creare un metodo di cura alla portata di tutti, semplice da comprendere, usare e imparare, delicato e privo di effetti collaterali, adatto a tutti, che siano adulti bambini o animali.

    E. Bach a passato gli anni della sua vita a cercare di diffondere ovunque la “salute dell’Anima” che questi meravigliosi fiori creano affinché ogni persona fosse in grado di guarire sé stessa e di aiutare i propri cari. Bach sosteneva che il fiore è l’Anima della pianta, nel fiore c’è il potenziale, cercò tra le tante varietà, quelli selvatici, di campo, e non modificati geneticamente dall’uomo, quelli che Dio aveva posto egli stesso nella Natura. Inizialmente ne scelse 12 e li chiamò “I 12 Guaritori”, essi rappresentavano le 12 personalità base dell’essere umano.  Nel tempo si accorse che la società diventava sempre più complessa e con essa anche le problematiche e gli stati d’animo delle persone. Ricercò ulteriori fiori, gli “aiutanti” che fossero in grado di agire su queste nuove problematiche. I rimedi floreali del Dr. Bach sono diventati 38, ogni fiore ci riequilibra e mostra una sfumatura preziosa di noi stessi, rafforzandola ed aiutandoci a farla brillare.

    Se vuoi approfondire le informazioni sui Fiori di Bach, puoi guardare i video che ho pubblicato sul mio canale YouTube “Pamela Moscardin”. Troverai la spiegazione di cosa sono i Fiori di Bach con metodi di assunzione e posologie. Troverai la spiegazione dettagliata di alcuni rimedi floreali specifici e troverai i video dedicati ai primi fiori scoperti e utilizzati da Edward Bach, i 12 Guaritori. Qui sotto ti ho inserito i link dei video di cui ti ho accennato. C’è anche il link per vedere l’intervista che mi è stata fatta sul meraviglioso mondo dei Fiori di Bach.

    Tante altre informazioni sul mondo della floriterapia le trovi sulla mia pagina Facebook: Naturopatia e Massaggi – Trattamenti Olistici di Pamela Moscardin”! Ti metto il link qui sotto.

  • “Ogni giorno, da tutti i punti di vista, vado di bene in meglio.”

    Émile Coué era uno psicologo e farmacista francese, nato a Troyes, in Bretagna, nel 1857 e vissuto fino al 1926. Lo si può considerare il papà dell’effetto placebo e un precursore della visione psicosomatica; appassionato di ipnosi, Freud imparerà da lui il metodo.

    Coué divenne noto per il suo saper rassicurare i clienti dell’efficacia dei farmaci che dava loro. Le parole incoraggianti che usava, si rese ben presto conto, creavano una sorta di suggestione che aumentava la probabilità di guarigione. Iniziò a sostituire i farmaci con delle pillole di zucchero, continuando a lodare l’effetto di questi presunti “farmaci” e a incoraggiare, ottenendo buoni risultati.

    Nel 1910 vendette la farmacia e si trasferì a Nancy dove aprì una clinica che forniva 40.000 unità di trattamento all’anno per i disturbi più disparati: ulcere, depressioni, asma, ecc., nei successivi sedici anni. Il 93% dei pazienti ebbe risultati positivi e il restante 7%, secondo Cué, non guarì per troppa diffidenza. Nel 1913 fondò, insieme alla moglie, la Société Lorrain de Psychologie appliquée. Il suo libro “Il dominio di sé stessi: l’autosuggestione cosciente” ebbe molto successo in Inghilterra e negli Stati Uniti dove ancora oggi viene utilizzato in psicologia sportiva per migliorare le prestazioni atletiche.

    IL METODO COUE’

    Secondo Coué, la forza di volontà cosciente non era sufficiente a portare a guarigione duratura, a mantenere i risultati ottenuti. Bisognava che avvenisse un cambiamento nel pensiero inconscio e senza che la mente cosciente ci facesse troppo caso, onde evitare resistenze e auto sabotaggi. La ripetizione routinaria e l’immaginazione erano le chiavi del metodo! Coltivare una immagine positiva della situazione e usare parole incoraggianti migliorano l’umore e l’equilibrio psico-fisico-emotivo. Questi principi, utilizzati nella comunicazione con gli altri, possono trasmettere fiducia e portare a risultati impensabili.

    Anche nella meditazione utilizziamo la ripetizione routinaria, ad esempio dei mantra o di frasi particolari, per bypassare il mentale cosciente ed entrare in uno spazio molto più profondo dove possiamo rigenerarci. La visualizzazione viene molto utilizzata nelle tecniche di rilassamento guidato.

    ESERCIZIO

    Prendi un cordino, fai 20 nodi. Ogni mattina, prima di alzarti dal letto, ed ogni sera, prima di addormentarti, chiudi gli occhi e ripeti, fino a 20 volte: “ogni giorno, da ogni punto di vista, vado di bene in meglio.”

    Il mio consiglio è di ripetere questo esercizio per almeno 28 giorni, ma se continui otre è meglio, la psiche ha bisogno di tempo per creare nuove credenze e autosuggestioni.

    Émile Coué, psicologo e farmacista francese, 1857-1926.

  • L’Iperico, se usato correttamente, ha proprietà molto utili e interessanti! Vediamole in dettaglio.

    MUSCOLI E NERVI

    L’olio di Iperico ha un efficace effetto antinfiammatorio sui muscoli e soprattutto sui nervi. Ottimo per le cervicalgie, lombagie, sciatalgie. Sovente viene associato all’olio di Arnica che ne completa e rafforza il benefico effetto.

    PELLE

    L’ oleolito di Iperico viene utilizzato sulla cute come antinfiammatorio, cicatrizzante ed è molto efficace sulle scottature solari.

    PSICHE

    L’iperico, nella tradizione contadina, è sempre stato associato a San Giovanni e al Solstizio d’estate. Con I suoi fiori del colore dell’oro, con la sua potenza terapeutica veniva considerato un portatore di Luce e definito uno scacciadiavoli. Giugno è il mese in cui si raccoglie (la tradizione vuole che si raccolga attorno al 24 giugno, nel giorno di San Giovanni) in questo periodo la pianta raggiunge il massimo del suo potenziale terapeutico.

    Per le sue qualità solari viene impiegato come antidepressivo e ansiolitico. Scioglie il malumore e regola il sistema nervoso.

    PRECAUZIONI

    Non spalmare l’olio di Iperico prima di esporsi al sole, è fotosensibilizzante della cute.

    Se si assumono farmaci o psicofarmaci chiedere al proprio Naturopata di fiducia se è sicuro utilizzare la tintura madre di iperico e con quale posologia. L’iperico può inoltre ridurre l’effetto degli anticoncezionali. In caso di interazioni si può optare per l’iperico sotto forma di rimedio floreale che non crea effetti collaterali o interazioni.