• Il processo di guarigione non riguarda solo la malattia organica, ma anche il dolore e la sofferenza che si prova in un lutto, in una separazione affettiva, nella perdita di qualcosa di importante. Quando siamo immersi nella difficoltà e nella sofferenza, non siamo colpiti solo noi, ma anche i nostri cari che siano familiari o amici, anche se in modo differente. E allora succede che alle nostre idee e aspettative di guarigione, di risalita, si sommano quelle degli altri.

    Cosa dobbiamo fare per proteggerci dalle interferenze degli altri? Come comportarsi per aiutare una persona a noi cara che soffre ed è in difficoltà? Vi do il mio punto di vista frutto delle mie esperienze personali e dei vent’anni di formazione e attività nel campo del benessere psico-fisico-emotivo ed anche qualche “chicca”, qualche suggerimento di rimedio naturale che aiuti ad attraversare meglio la difficoltà di chi vive in prima persona l’evento sofferente e di chi gli è vicino.

    Il primo passo su cui focalizzare l’attenzione è la fretta. Abbiamo fretta di guarire, abbiamo fretta di superare il dolore, la tristezza, perché fa male, perché ci ostacola che abbiamo già tante cose da fare e da gestire. All’esistenza, al nostro corpo, la nostra fretta non interessa. Ci sono delle leggi biologiche che regolano il funzionamento dell’ecosistema Pamela, Claudio, Elisa, Giovanni, ecc. processi organici, psicologici, emotivi ed energetici di cui neppure siamo consapevoli, o lo siamo solo in minima parte. Se osserviamo un animale malato, la prima cosa che fa è mettersi al riparo, in un posto sicuro, silenzioso, tranquillo dove non venga continuamente disturbato e riposa tutto il tempo che gli è necessario fino a quando si sente meglio. Quanti di noi si permettono di farlo quando stiamo soffrendo o siamo malati? O è più comodo anestetizzare tutto con farmaci, impegni, uscite e proseguire la propria esistenza come se niente fosse? Il problema non è l’antinfiammatorio o l’antidepressivo che si assumono, ma il dolore fisico o emotivo vanno considerati e attraversati nella loro interezza, certo con gli aiuti giusti che siano farmacologici e/o psicologici o di altro tipo, ma è importante, anzi, fondamentale, ritagliarsi spazio e tempo per guarire, da qualunque cosa ci stia succedendo. E il tempo che ci mettiamo non lo decidiamo noi con la mente, men che meno gli altri, lo decidono quelle leggi interne di cui vi ho accennato sopra, leggi che se non seguite, ma ostacolate o deviate possono portare a conseguenze ben più gravi.

    Mi rivolgo a te che stai attraversando una malattia, un dolore, una sofferenza, ti scrivo qualche suggerimento di azioni utili, che ho imparato a fare:

    • La pazienza. Permettiti di dedicare tempo e spazio alla tua sofferenza.
    • La gentilezza. Sii gentile con te stesso, con le tue difficoltà e limiti attuali. Non sei stato sempre così male e sicuramente hai già superato prove e difficoltà e dimostrato il tuo valore in altre occasioni. Ora concediti la morbidezza di un tuo stesso abbraccio, del riposo, della tranquillità, del prenderti cura di te, dell’amarti.
    • Il coraggio. Di chiedere aiuto se la tua malattia è insidiosa e la tua sofferenza grande, di farti supportare da un professionista, di non fare tutto da solo perché il processo di guarigione a volte costa davvero tanta energia e quando si è immersi nella difficoltà non sempre si riesce a mantenere lucidità e consapevolezza dei passi da fare. Chiedere aiuto non è sinonimo di debolezza, ma di maturità e buon senso.
    • La resilienza. Quando familiari, parenti e amici diventano invadenti e insistenti coi loro consigli su come devi gestire il tuo periodo di difficoltà, quando invadono il tuo spazio di quiete e guarigione perché hanno bisogno di te (sovente bisogni non reali, ma solo l’abitudine che fai tu le cose per loro o li aiuti) è importante mettere dei “paletti” antinvasione, dire dei NO, allontanarti da loro per un po’ se proprio non demordono sia fisicamente che coi mezzi di comunicazione come può essere il cellulare.
    • Essere all’altezza. La malattia, il lutto, il dolore, la sofferenza che stai vivendo e attraversando, hanno una funzione complessa. Puoi farti scoraggiare e opprimere oppure puoi vedere la situazione come una “chiamata” della vita. È il momento giusto per fare il punto della situazione, vedendo come stai vivendo, dove stai andando, quali sono le tue necessità e priorità, i tuoi desideri. Che cambiamenti è giunto il momento di fare, cosa è ormai logoro e da lasciare andare… È un confronto con te stesso. E allora chiediti se vuoi essere all’altezza dell’evento. Se ne vuoi uscire più maturo e consapevole, se vuoi superare l’esame e diplomarti in questa scuola chiamata vita.

    Ora mi rivolgo a te, che sei il familiare, il parente, l’amico di una persona a te cara, adulta o infante che sia, che sta attraversando un periodo difficile, che sia una malattia, una sofferenza. La SUA situazione, per quanto difficile e dolorosa possa essere sia per lei che per te, è la SUA prova da affrontare, la SUA “chiamata”. La malattia, il lutto, il dolore, non sono “cacca”, sono dei processi complessi che hanno una funzione nella vita di quella persona, funzione di cui tu non sei consapevole se non in piccola misura. Hai un ruolo molto importante e una grande responsabilità:

    • avere pazienza e rispetto. Come ho già spiegato, il processo di guarigione è complesso e ha delle tempistiche che non sono le tue. Armati di pazienza e cerca di comprendere che il tempo che il tuo caro ci mette ad uscire dal suo periodo difficile va rispettato.
    • Aiuta e consiglia solo se ti viene chiesto. Ovviamente, se hai a che fare con un minorenne di cui sei genitore e tutore o con una persona incapace di intendere e volere questa regola non vale. In tutti gli altri casi, leggi bene, NON SI DANNO CONSIGLI E AIUTI NON RICHIESTI. Se provi fastidio o dolore a leggere queste parole, fai un percorso di autoconsapevolezza. Non hai la verità in tasca, non sei più intelligente di chi si trova in difficoltà e per quanto i tuoi consigli possano essere effettivamente utili e preziosi, è difficile capire se la persona che sta male è in grado di accoglierli e attuarli, un consiglio giusto ricevuto nel momento sbagliato fa sentire non capiti e ancora più soli o addirittura giudicati. Chi sta male non deve stare meglio per te, perché non hai pazienza e non sai gestire le tue emozioni e il tuo mentale difronte alle sue difficoltà. Attento anche quando ti viene chiesto il consiglio, perché spesso, dietro la richiesta di consigli c’è solo il bisogno di sfogarsi, di tenerti vicino e avere le tue attenzioni. E allora cosa puoi fare?
    • Sii presente in modo neutro. È molto difficile da fare! Questo passaggio richiede forza, tenacia, maturità e sentimento autentico da parte tua, scremato dai tuoi bisogni e dalle tue aspettative. Se ci tieni davvero ad aiutare una persona cara in sofferenza, dedicale il tuo tempo e il tuo ascolto silenzioso. Poniti in una posizione di accoglienza priva di giudizio, coinvolgila in attività che ha voglia e si sente di fare per davvero e non forzarla se vedi che si allontana o si sente in difficoltà ancora di più. Stalle accanto per il tempo che serve, anche se tu, in una situazione simile alla sua, avresti agito in modo diverso e saresti già guarito.
    • Lasciare andare. Questo è un punto triste e doloroso, ma bisogna rendersi conto che non tutti riescono a guarire o uscire dalla “buia notte dell’anima”, per X motivi di cui tu puoi non capire. Può anche essere che NON VOGLIONO guarire e qui ci vuole tanto coraggio e rispetto nell’accettarlo. Il volere di chi sta male va rispettato anche se non lo condividiamo o ci crea sofferenza.
    • Prenditi cura di te. Quando un nostro caro sta male, rischiamo di essere fagocitati dalle sue necessità, richieste di attenzione o aiuto, strategie manipolatorie che creano sensi di colpa se non siamo abbasta presenti. Se i tempi di guarigione o di attraversamento del dolore di questa persona sono lunghi o pesanti, prendi in considerazione di farti supportare da uno specialista se non hai modo di ritagliarti degli spazi solo tuoi o vedi che la situazione che si è creata sta compromettendo anche la tua vita e in primis la tua salute. È importante mettere dei confini difronte alle richieste di chi non sta bene, anche se dispiace.

    Nella mia vita mi è capitato di trovarmi sia nella veste del malato che in quella dell’aiutante. Non è facile ed è doloroso per tutti. Ma le esperienze di vita vanno attraversate. Ho trovato supporto in prima persona nei rimedi floreali che spesso consiglio ai miei clienti, in special modo nei fiori di Bach e negli Australian Bush. Aiutano a gestire al meglio l’aspetto emotivo. Sono rimedi naturali, privi di tossicità che possono essere assunti anche per lunghi periodi e anche dai bambini.

    Walnut – Il Rimedio floreale estratto dal fiore del noce

    Concludo questo articolo suggerendovi WALNUT il Fiore di Bach del noce. La caratteristica principale di questo rimedio floreale è proprio quella di difendere i propri confini psico-emotivi dall’intrusione degli altri, non solo durante i periodi di malattia o sofferenza, ma anche durante tutte le situazioni di cambiamento nella propria vita. Come ad esempio decidere di cambiare corso di studi o lavoro o di cambiare città. Walnut ci supporta nel gestire e metabolizzare il cambiamento, uscire dalla nostra zona comfort con maggior serenità e ci aiuta ad essere assertivi verso le intromissioni degli altri ai nostri progetti. Walnut è utile anche per chi ha un figlio o una persona cara che sta attuando dei cambiamenti e di conseguenza ne viene colpito e ha necessità di metabolizzare l’evento e creare un nuovo equilibrio.

    Se stai attraversando un periodo difficile e vuoi una consulenza personalizzata sul come affrontarlo al meglio utilizzando la naturopatia, la floriterapia, la meditazione, contattami o scrivimi una mail all’indirizzo: pamelamoscardin@hotmail.it.

  • L’Uncaria Tomentosa è nativa dei boschi tropicali del Sud America e appartiene alla famiglia delle Rubiacee. Il suo nome è dovuto alle spine a forma di uncino con le quali si aggancia agli altri alberi e si sostiene, ciò le permette di crescere verso l’alto alla ricerca di luce. Viene comunemente chiamata “unghia di gatto”.

    Di questa pianta si possono usare diverse parti: foglie, linfa e radici. Quest’ultime sono le parti che contengono la massima concentrazione di principi attivi. Sono principalmente gli alcaloidi (Alcaloidi Ossindolici Pentaciclici) alla base delle sue proprietà terapeutiche. Vi elenco le tantissime proprietà che questa pianta ha ed anche qualche posologia.

    L’uncaria ha una potente azione immunostimolante e immunomodulante. Può essere utilizzata nell’herpes, nelle infezioni da virus HIV, nelle situazioni di immunodeficienza e di autoanticorpi. Molto utile a quelle persone che necessitano di uno stimolo prolungato del sistema immunitario. Sono stati fatti degli studi per verificare la sua proprietà antimutogena di preservazione del DNA. Somministrata nelle terapie antineoplastiche (chemioterapia, radiazioni) ha consentito una maggiore tollerabilità. Inoltre è stata utilizzata come preventivo dal cancro.

    Importanti risultati si sono registrati nel trattamento di allergie ed asma allergica. Sperimentazioni su patologie con risposte alterate del sistema immunitario, in particolare malattie di origine autoimmune, hanno avuto successo. Tra le varie vi cito: patologie oculari come le uveiti; sclerodermia; tiroiditi; lupus eritematoso sistemico; artriti reumatoidi; diabete mellito; epatite cronica attiva. Hanno tutte evidenziato una remissione dei sintomi e in parecchi casi la totale guarigione.

    L’Uncaria ha anche effetto antinfiammatorio e antidolorifico. Netti miglioramenti si sono verificati nei seguenti casi: dolori osteoarticolari; cefalee; dolori mestruali; disturbi gastro-intestinali (gastriti, reflusso, coliti, ecc.); ulcere dello stomaco e del duodeno; febbre di origine infiammatoria e virale (raffreddore e influenza, infiammazione delle vie aeree, congiuntiviti); infezioni batteriche, microbiche, micotiche; ferite aperte, fistole, piaghe; emorroidi (uso topico).

    Insomma, l’Uncaria è uno scrigno ricco di benefici! In commercio la trovate sotto forma di capsule, compresse, gocce, spray, ecc. Da sola o abbinata ad altre piante che hanno proprietà simili e creano una sinergia che aumenta la sua efficacia, come ad esempio l’Echinacea.

    L’Uncaria tendenzialmente la si assume per 3 mesi o per tutto l’autunno inoltrato e inverno. Tre mesi è il tempo minimo necessario per rafforzare le difese immunitarie. La potete vedere come un vaccino naturale.

    POSOLOGIA GENERICA

    In caso di patologie o immunodeficienza è buona prassi valutare col proprio medico e il proprio naturopata di fiducia se assumere l’Uncaria e a che dosaggi, in quanto potrebbe interagire con farmaci immunosoppressori, anticoagulanti, può creare eruzioni cutanee o peggiorare l’acne se assunta in dosaggi troppo alti. Va evitata in gravidanza.

    Per chi non ha terapie farmacologiche in corso e vuole alzare le difese immunitarie può assumere, ad esempio, 30 gocce di estratto idroalcolico 1 volta al giorno, lontano dai pasti. Si consiglia di seguire un ciclo di 3 mesi, con una pausa di 10 giorni tra un mese e l’altro. Oppure assumerla da novembre a febbraio, con pause di 10 giorni ogni mese.

  • La Curcubita Maxima è originaria delle zone calde dell’Asia, dell’Africa e delle Americhe. Dal punto di vista nutrizionale la zucca vanta molte proprietà benefiche per molti organi del nostro corpo. È un contenitore di acqua, antiossidanti, sali minerali e vitamine, soprattutto vit. C e vitamine del gruppo B. I suoi semi hanno proprietà emollienti, lassative e vermifughe. La tintura madre di semi di zucca è l’ideale per le infezioni urinarie, herpes e malattie virali a carico dei genitali maschili, per l’ipertrofia prostatica. Ma vi racconto meglio le proprietà della zucca, vi svelo qualche chicca fitoterapica e ricetta culinaria speciale, così non avete più scuse e dovete assolutamente provarla!

    Dal punto di vista terapeutico la zucca stimola le funzioni di stomaco e milza, favorendo la compenetrazione del cibo con l’ossigeno e la rigenerazione del sangue. Previene le cancrene senili, i fenomeni fermentativi dell’intestino e i processi di auto-intossicazione. La zucca vanta proprietà rinfrescanti, diuretiche, lassative, antinfiammatorie e sedative.

    Combinata al riso, in una minestra non brodosa, diventa un valido rimedio in caso di insufficienza epatica, nei blocchi spastici della colecisti e delle vie biliari. Il suo succo (2-3 tazzine prima dei pasti. Potete usare una centrifuga per farlo) è una panacea nelle affezioni cardiache e gastro-enteriche e nelle infiammazioni delle vie urinarie.

    I semi, essiccati al sole e privati della buccia, hanno proprietà emollienti, vermifughe e lassative. L’elevato contenuto di acidi grassi li rende preziosi per la cura della prostata.

    La tintura madre dei semi di zucca, denominata Styriaca, abbinata ad altre tinture come ad esempio la TM di Pygeum Africanum corteccia e la TM di Epilobio, lavorano in sinergia per:

    • ipertrofia prostatica,
    • infezioni urinarie,
    • herpes genitali,
    • malattie virali a carico dell’apparato genitale maschile e della vescica,

    Per le posologie corrette e i tempi di assunzione è consigliata una consulenza, in quanto, essendoci problematiche croniche e/o recidivanti e magari terapie farmacologiche in corso, è importante fare gli abbinamenti fitoterapici corretti e valutare la situazione in corso nella sua complessità.

    INFEZIONI INTESTINALI E URINARIE

    Un intestino che funziona poco o male, oltre ad alimentare fenomeni di auto-intossicazione, può favorire la proliferazione di agenti patogeni che possono mettere in crisi il delicatissimo equilibrio dell’apparato genitale. In caso di infezioni recidivanti è fondamentale proteggere il “terreno” combattendo la stipsi. Vi propongo una ricetta utile, ingredienti: 200 gr di zucca matura, 1 pera, 1 cucchiaio di miele di acacia (o meglio ancora di malto di riso o succo d’acero), 20 gocce di TM di Uva Ursina. Procedimento: frullare insieme la zucca cruda grattugiata e la pera, aggiungere il dolcificante e le gocce di tintura. Assumere il preparato la sera, prima di andare a dormire, per almeno 1 settimana.

    INSONNIA

    La zucca, grazie alle sue proprietà riequilibranti e sedative, può aiutare a regolare il ritmo sonno-veglia. Vi do un’altra ricetta da assumere la sera 2 volte alla settimana per 1 mese. Ingredienti e procedimento: prendete della zucca precedentemente cotta (in forno a 160°C per 1 ora, avvolta in carta da forno) e conditela con una salsa agrodolce preparata mescolando olio evo, aceto di mele, miele di tiglio sciolto a bagnomaria, trito di erbe aromatiche a piacere.

    Spero di avervi incuriosito e ingolosito, sperimentate!

    Resto a disposizione per una consulenza personalizzata, sia in presenza che online. Scrivetemi via mail (pamelamoscardin@hotmail.it) specificando la richiesta di consulenza.

  • Vi racconto le sue innumerevoli proprietà, sia come alimento che come prodotto di bellezza per il corpo.

    Il sale rosa Himalayano viene estratto principalmente dalle miniere del Pakistan, è quindi un salgemma di montagna, ricco di sali minerali ed oligoelementi che grazie ad una lavorazione ancora artigianale restano inalterati.

    Abbiamo bisogno di assumere modiche quantità di sale, ma è una sostanza indispensabile al corpo per mantenere l’equilibrio dei liquidi intra ed extra cellulari. Partecipa alle trasmissioni degli impulsi elettrici nel cervello, detossina e rimineralizza. Consiglio di assumere il sale rosa o il sale marino integrale o meglio ancora quei condimenti salati di origine orientale che apportano nutrienti benefici al nostro corpo: gomasio, salsa di soia fermentata a lungo (Tamari e Shoyu), miso, ecc.

    Utilizzato sotto forma di bagno o di impacco, il sale attira i liquidi verso l’esterno del corpo, ad esempio i pori della pelle, ma anche verso gli organi preposti alla loro eliminazione. Questo movimento agevola l’eliminazione delle tossine. Abbiamo quindi un buon effetto drenante.

    Un altro effetto benefico è la riduzione della rigidità e del dolore muscolare.

    A livello mentale vi è uno scarico della tensione.

    UTILIZZO

    • Potete farvi un impacco di olio e sale.
    • Potete fare un bagno al sale.
    • Guardate il video “Trattamento al sale rosa” sul mio canale YouTube, vi spiego nei dettagli come farvi l’impacco o il bagno. Vi aggiungo il link qui sotto.

    https://studio.youtube.com/video/ewB1bmNW8IM/edit

    TRATTAMENTO PROFESSIONALE

    Alle mie clienti propongo un trattamento al sale rosa piacevole ed efficace. Si compone di tre parti:

    • Massaggio con pietre calde di sale rosa.
    • scrub
    • impacco al sale rosa.

    Questo trattamento rilassa la mente, elimina l’acido l’attico, rilassa la muscolatura e toglie il dolore, detossina, drena i liquidi, nutre in profondità la pelle, rimineralizza.


    LA STORIA E LE PROPRIETA’ BENEFICHE DEL SALE ROSA HIMALAYANO

    Ogni forma di vita proviene dal mare, lo testimonia anche il corpo umano, composto principalmente di acqua salata. Tutti noi abbiamo vissuto in un “brodo” salino primordiale, il liquido amniotico, ed è ancora sale ciò che resta del nostro corpo alla fine della vita insieme alla cenere.
    In questo articolo però non parlo del comune sale da cucina di origine marina, ma del sale rosa himalayano, un sale naturale antico 250 milioni di anni, fossilizzato all’interno della catena montuosa, puro e ricco di sostanze assorbite nel tempo dalle rocce. 84 micronutrienti che il corpo utilizza nelle sue funzioni quotidiane sono già state riconosciute dalla letteratura scientifica, alcune di queste: calcio, potassio, sodio, magnesio, ferro, stronzio, manganese, rame, litio, argento, rame, zolfo, fosforo, ecc.

    Proprio come l’acqua, il sale possiede una struttura cristallina ben precisa. A differenza dell’acqua che è un tetraedo, la struttura del sale è cubica. Questi cubi ospitano i quanti di luce denominati fotoni, ossia energia pura. L’energia luminosa del sole, che riscaldava il mare primordiale più di 250 milioni di anni fa, è immagazzinata nel corpo platonico costituito dal reticolo cristallino, come forma di energia potenziale. Ancora oggi in geologia il sale cristallino puro viene denominato Halite in cui si ritrova la parola celtica “Hall” (suono o vibrazione) e l’assonanza “Lit” (luce) che tradotto liberamente sarebbe luce vibrante o vibrazione luminosa. La parola sale ricalca il latino Sol che significa Sole che è considerato appunto energia luminosa. Il sale ha in se tutti gli elementi ovvero in esso sono presenti tutte le vibrazioni individuali e le frequenze di ogni elemento. La mancanza di una frequenza, dunque di una specifica informazione energia o forza vitale, si può colmare dal punto di vista energetico e biofisico assumendo sale.

    Aggiungendo acqua al sale si vincono le forze del reticolo, si libera l’energia che va a ionizzare gli elementi contenuti nel sale cristallino e si dà origine ad un vero e proprio “mare” di energia pronto a generare vita o a conservarla. Un cristallo di sale immerso in acqua si scioglierà producendo una soluzione idrosalina, una dimensione energetica superiore che non è né acqua né sale. Questo elemento non deve essere metabolizzato dal nostro corpo proprio per la sua capacità di trasformarsi autonomamente ed è prontamente utilizzabile dal nostro corpo. Dal sale cristallino naturale attingiamo tutto ciò che ci manca, lo spettro di frequenza che ci completa e la disponibilità biochimica di cui abbiamo bisogno.

    Alcune caratteristiche interessanti:
    • La struttura cristallina del sale non è molecolare ma elettrica;
    • La sua assimilazione è immediata;
    • L’osmosi, indispensabile per il metabolismo cellulare, è controllata dal sale;
    • Senza sale non siamo in grado di pensare o agire;
    • Essendo un minerale cubico, la polarità delle sue due sostanze principali, sodio e cloro, è in perfetto equilibrio 1:1, acido=base, quindi ha sempre sul nostro corpo una funzione riequilibrante.
    • Usato esternamente sul corpo (bagni, impacchi caldi, ecc.) il sale ha la peculiarità di attirare a se liquidi e tossine (un po’ come il sale posizionato in un piattino in cucina assorbe umidità) attivando un processo di depurazione e riequilibrio di tutto l’organismo, inoltre tenendolo a contatto del corpo rilascia i suoi micronutrienti.

  • La colazione dovrebbe essere salata, perché il sapore salato tonifica il corpo e dà l’energia giusta per affrontare la giornata, ma diciamocelo, soprattutto per noi italiani, la colazione dolce è una coccola! Ci mette di buon umore. Come conciliare allora la voglia di dolcezza, la necessità di avere la giusta carica per affrontare gli impegni e utilizzare alimenti salutari? Aggiungo anche che siano in sintonia con la stagione autunnale? La soluzione c’è e a mio avviso è anche golosa! Castagne, batata (patata dolce) e uvetta sultanina. Assunti in purezza o sotto forma di torta, a voi la scelta. Vi svelo anche la mia ricetta! Ma prima, vi racconto qualcosa sulle proprietà di questi tre vegetali.

    BATATA ROSSA

    È un tubero ricco di carboidrati e fibre (dona quindi energia e aiuta il transito intestinale). Contiene vit. A, vit. C e diversi sali minerali: potassio, magnesio, calcio, ferro. Grazie alla sua colorazione intensa è ricca di antociani e flavonoidi.

    La batata è utile per la salute cardiovascolare, la vista, la pelle, il controllo della glicemia e ha proprietà antiossidanti!

    CASTAGNA

    Ha un elevato contenuto di carboidrati e fibre. Ha effetto corroborante sui convalescenti, sui bambini e anziani. Ricca di vit. B2, vit. B3, vit. C, vit. K che fluidifica il sangue e protegge le ossa; contiene grassi essenziali benefici soprattutto l’acido oleico e linoleico che preservano il buon funzionamento del sistema nervoso; è ricca di sali minerali: potassio, fosforo, magnesio, calcio, ferro, rame; acido folico e di antiossidanti.

    Mangiare castagne è utile per il cuore, il sistema nervoso e immunitario, la stitichezza, in gravidanza.

    UVETTA SULTANINA

    Ricca di carboidrati e fibre, di antiossidanti come il resveratrolo che ha proprietà antinfiammatorie e antitumorali, vit. B, sali minerali: calcio, boro, potassio.

    Elencate le innumerevoli proprietà di questi tre vegetali, non vi resta che provarli e sperimentare ricette!

    Spesso batate e castagne le mangio in purezza, le cuocio entrambe in friggitrice ad aria. Pulisco bene e asciugo la buccia di una piccola batata, applico un taglietto alle castagne e le cuocio per 15 minuti. Le pelo e le mangio calde abbinate a un cappuccio dec vegetale o ad una tazza di orzo solubile. Chi non ha la friggitrice ad aria può usare il forno ventilato preriscaldato a 180°C. Mi saziano, mi riscaldano, hanno un sapore dolce naturale che però dà soddisfazione, non mi sento gonfia o appesantita, ma piena di energia!

    Chi vuole prepararle la sera prima per velocizzare i tempi della colazione consiglio di pelare subito tutte le castagne cotte, perché se si raffreddano non si riesce a togliere bene la buccia. Mentre la batata pelatela solo quando la mangiate, manterrà maggior sapore.

    TORTA AUTUNNALE

    Ingredienti: mezzo sacchetto di farina di castagne, 1 batata grande, uvetta sultanina ammollata (in acqua o brandy o amaretto di Saronno o latte vegetale) a piacere, spezie a piacere (io uso la vaniglia oppure la cannella o l’amaretto di Saronno delle uvette ammollate), 2 dita di olio di semi.

    Procedimento: alla farina setacciata aggiungete acqua fino a ottenere un impasto cremoso, la batata pelata e grattugiata, la quantità di uvetta che vi piace, le spezie. Infine aggiungete l’olio di semi. Mescolate bene, versate l’impasto in una teglia ricoperta da carta da forno e infornate in forno statico preriscaldato a 180°C. Cuocete 20 minuti circa. Si deve compattare, ma la torta non deve essere troppo asciutta o sarà stopposa, quindi, quando inizia a formare una ragnatela sulla superficie, controllatela. Personalmente amo una consistenza un po’ umida quindi aggiungo un poco di acqua in più nell’impasto ed uso una teglia piccola, per avere una torta più alta e morbida. Sperimentate e trovate la vostra consistenza e l’altezza giusta. Lasciatela raffreddare e poi è pronta da gustare!

    Questa torta è senza cereali, glutine, zucchero, lievito, vegana, insomma è senza senso di colpa. Buona colazione!

  • La reflessologia plantare agisce, a livello generale, sul sistema nervoso, endocrino, immunitario e circolatorio portando a un equilibrio profondo e globale. Il massaggio di punti specifici del piede, correlati a parti precise del corpo, attivano reazioni di equilibrio. Più acuta è la sintomatologia, più evidente sarà l’effetto. Ma prima di entrare nello specifico dei benefici, vi accenno la storia di questo antico metodo di riequilibrio psicofisico.

    La reflessologia (attualmente è maggiormente diffuso il termine riflessologia, ma quando l’ho studiata io, nel 2005, si utilizzava il termine originale e mi piace portare avanti la tradizione) ha origini molto antiche. Il nome della tecnica deriva dal termine “riflesso”, la cui definizione medica è:” risposta che l’organismo dà involontariamente e talvolta anche inconsciamente a stimoli provenienti dall’ambiente che lo circonda o dal suo interno stesso. Il riflesso ha sempre un finalismo, la reazione che scatena è sempre utile all’economia dell’intero organismo”

    Già nei Veda, antichissimi testi sacri dell’India, si legge che non sarà colto da alcuna malattia chiunque massaggerà i suoi piedi prima di andare a dormire. Tra le testimonianze più antiche vi è il pittogramma di un papiro che risale al 2500-2330 a.C., ritrovato nella tomba di un medico egiziano, che rappresenta due uomini dalla pelle scura che massaggiano il piede a due uomini dalla pelle chiara.

    Agli inizi del 1900 W. Fitzgerald, un otorinolaringoiatra americano, elaborò la “terapia zonale” che consisteva nell’applicare alle dita del piede un certo tipo di pressione per avere un effetto anestetico. Lo studio suddivise il corpo in 10 zone longitudinali uguali che andavano dalla sommità del capo alla punta dei piedi. Il numero 10 corrisponde al numero delle dita, si ha così un sistema semplice, di larghezza uguale, che percorre tutto il corpo davanti e dietro e che comprende sia un dito della mano che del piede. Questo metodo fu imparato dal Dott. Riley e da sua moglie, essi sperimentarono questa tecnica nel loro ambulatorio e la ampliarono aggiungendo 8 divisioni orizzontali. Ma fu l’assistente del Dott. Riley, Eunice Ingham, a fondare la reflessologia plantare. Grazie al suo lavoro di ricerca, riuscì a trovare precise corrispondenze tra il corpo e i piedi e disegnò su di essi la mappa dell’intero corpo. Gli allievi della Ingham diffusero la tecnica negli Stati Uniti e in Europa. Ora vi racconto gli effetti benefici di questa antica e meravigliosa tecnica di riequilibrio psicofisico.

    STIMOLAZIONE DEL SISTEMA NERVOSO

    Il trattamento reflessogeno ha un profondo effetto sul sistema nervoso: centrale, periferico e autonomo. Riduce la tensione e lo stato di stress generale, aumenta la secrezione di endorfine a livello del sistema nervoso centrale e favorisce tutte quelle reazioni che, attraverso il sistema nervoso autonomo, garantiscono l’omeostasi. La reflessologia della mano e l’auricoloterapia (reflessologia dell’orecchio), i cui punti appartengono al sistema ortosimpatico, possono essere utilizzati nelle situazioni di emergenza, ma per avere effetti che durano nel tempo occorre rivolgersi alla reflessologia plantare.

    STIMOLAZIONE DELLA CIRCOLAZIONE SANGUIGNA E LINFATICA

    Il massaggio della pianta del piede migliora l’irrorazione e quindi la circolazione del sangue che apporta nutrienti e ossigeno e asporta anidride carbonica e tossine. La pressione effettuata su punti e zone riflesse connesse all’apparato cardiocircolatorio e al sistema linfatico aumenta tale effetto drenante della matrice. La stimolazione degli organi emuntori consente l’eliminazione delle tossine.

    STIMOLAZIONE DEL SISTEMA ENDOCRINO

    Se i nervi costituiscono il sistema elettrico del corpo, le ghiandole endocrine costituiscono quello chimico. Riversano nel sangue gli ormoni messaggeri chimici che controllano le funzioni di organi e tessuti. Grazie alla stimolazione del sistema nervoso, abbiamo una conseguente stimolazione di quello endocrino e anche del sistema immunitario. Si attiva dunque un circuito di riequilibrio che va in profondità e coinvolge tutto il corpo.

    CICLO MESTRUALE E GRAVIDANZA

    Trattando determinati punti è possibile aumentare il flusso mestruale se scarso o riattivarlo se è assente.

    La donna gravida trae molti benefici dal massaggio reflessogeno, migliora la circolazione linfatica e venosa delle gambe, rafforza la tonicità uterina, rilassa la mente, migliora il sonno, facilita il parto. In caso di feto malato o deformato può facilitarne l’espulsione.

    LA MAPPA

    Nella reflessologia plantare il piede contiene tutto, è come se vi proiettassimo la fotografia rimpicciolita di tutto il corpo. Ciò che è in alto è posto in basso, ciò che è davanti davanti, ciò che è dietro dietro, ciò che è posto lateralmente lateralmente, ciò che è mediano mediano, ciò che è in superficie in superficie e ciò che è in profondità in profondità. Le dita corrispondono quindi alla testa, i metatarsi al torace e agli arti superiori, il tarso all’addome, alle pelvi e agli arti inferiori. L’arto inferiore ha una rappresentazione anche sulla corrispettiva gamba. La colonna vertebrale presenta alcune curve fisiologiche che si ritrovano proiettate sul piede, sia in una visione plantare che del profilo mediale. Gli organi doppi sono proiettati su entrambi i piedi, gli organi singoli solo sul piede del lato corrispondente (fegato solo a destra, cuore solo a sinistra, ecc.). Gli organi unici e centrali, come ad esempio lo stomaco, sono proiettati su entrambi i piedi medialmente.

    LE CORRISPONDENZE

    Il callo rivela uno squilibrio cronico della zona riflessa. Il gonfiore rivela ristagno, una contrattura o rigidità del punto rivela tensione. L’eccessiva mollezza rivela debolezza, ecc.

    Nei miei vent’anni di pratica ho visto quanto la reflessologia plantare sia benefica ed efficace, soprattutto ai cambi di stagione, per fare un veloce check-up di tutto il corpo e riequilibrare le parti che ne hanno bisogno. Spesso associo la reflessologia plantare al massaggio linfodrenante, perché andando a stimolare le zone riflesse del sistema linfatico e altri organi correlati aumento l’efficacia del drenaggio manuale alle gambe o ad altre parti del corpo e i benefici del trattamento durano di più. Questa combo è utilissima per le donne in gravidanza, dai 4 mesi di gestazione in poi. Neonati e anziani beneficiano tanto di questa dolce tecnica. Le controindicazioni sono poche: infezioni infettive dell’epidermide. L’assunzione di FANS, seguita dalla reflessologia potrebbe scatenare una reazione del sistema nervoso ortosimpatico con brividi di freddo, quindi è bene avvisare se si stanno assumendo farmaci.

    Se non avete mai provato la reflessologia plantare è arrivato il momento giusto! Potrebbe sorprendervi positivamente.

  • Monaco zen di origine vietnamita, contribuì per tutta la sua vita a portare pace e consapevolezza nel mondo, accogliendo anche diverse tradizioni. Creò pratiche di meditazione e consapevolezza “per vivere il momento presente con gioia e serenità” adatti a tutti, sia religiosi che laici, orientali e occidentali.

    Le sue pratiche vengono usate per vivere meglio le relazioni e il quotidiano: cibo, attività fisica, corpo, mente, emozioni, rapporti con i propri cari e rapporti sociali, ecc. Tra le sue tecniche più conosciute vi è la “camminata consapevole” per scaricare l’eccesso di emozioni come ad esempio la rabbia; il “respiro consapevole”; il “suono della campana”. Proseguendo nella lettura troverai due semplici esercizi, provali!

    Gestisco meditazioni di gruppo dal 2006 e in questi anni ne ho sperimentate tante di tecniche con i miei allievi. Il respiro consapevole di Tich Nath Hanh è come una brezza leggera per la mente di chi fa fatica a lasciare andare i pensieri e il controllo e percepisce rigidità psicofisica. È tanto semplice quanto efficace! Ti illustro il procedimento e ti invito a provare l’esercizio, soprattutto quando ti senti agitata o provi emozioni forti.

    IL RESPIRO CONSAPEVOLE

    Ad ogni inspiro, mentalmente ripeti: “so che sto inspirando”:

    ad ogni espiro, mentalmente ripeti: “so che sto espirando”.

    Continua a ripetere queste frasi fino a quando inizi a calmarti, poi semplifica ripetendo mentalmente:

    ad ogni inspiro: “inspiro”

    ad ogni espiro: “espiro”.

    Puoi portare questa semplice pratica di consapevolezza del momento presente nel tuo vivere quotidiano, basta 1 minuto di respirazione al giorno. Mentre quando hai bisogno di calmarti puoi praticarla per più minuti e più volte al giorno.

    La consapevolezza del momento presente è la chiave per mantenere stabile l’energia psicofisica ed evitare di cadere preda di eccessive preoccupazioni o ansie.

    Un’altra semplice tecnica che viene usata al Plum Village e che ti propongo è il “suono della campana”, ovvero quando qualcuno suona la campana tibetana o suona un cellulare o il campanello di casa o la campana della chiesa del paese ci si ferma, qualunque cosa si stia facendo, e si fa qualche atto respiratorio (2 o 3 vanno bene). Questo semplice esercizio ti riporta a te stessa e ti ricorda di radicarti nel momento presente.

    Tich Nath Hanh è nato in Vietnam centrale nel 1926, all’età di sedici anni fu ordinato monaco buddhista del Buddhismo Thiến (lo Zen vietnamita).

    Nel 1964, durante la guerra del Vietnam venne arrestato e torturato; si mantenne equidistante sia dal governo del Vietnam del Nord sia dal Vietnam del Sud e diede vita al movimento di resistenza nonviolenta dei “Piccoli Corpi di Pace”: gruppi di laici e monaci che andavano nelle campagne per creare scuole, ospedali e per ricostruire i villaggi bombardati, nonostante subissero attacchi da entrambi i contendenti (vietcong e statunitensi), poiché li ritenevano alleati del proprio nemico.

    Nel 1967, mentre si trovava negli Stati Uniti, conobbe Martin Luther King, il quale, dopo averlo incontrato, lo candidò al Premio Nobel per la pace, e prese posizione pubblicamente contro la guerra in Vietnam. Due anni dopo, costretto all’esilio, diede vita alla Delegazione di Pace Buddhista, che partecipò alle trattative di pace di Parigi. Dopo la firma degli accordi, gli venne rifiutato il permesso di rientrare nel suo Paese da parte del governo comunista.

    Si stabilì quindi in Francia, dove nel 1982 fondò il Plum Village (Village des pruniers), comunità di monaci e laici uomini e donne nei pressi di Bordeaux, nella quale visse e insegnò “l’arte di vivere in consapevolezza”.

    Ritornò in Vietnam nel febbraio del 2007 per un tour di 10 settimane, durante il quale tenne discorsi davanti ad occidentali e vietnamiti, attratti dalle lezioni del maestro, di cui si giovarono per praticare il Buddhismo.

    Nel 2014 fu colpito da un ictus e venne curato sia in Francia sia negli Stati Uniti. Dopo tale evento, per suo desiderio tornò nella sua patria, il Vietnam, dove continuò a impegnarsi per migliorare il suo stato di salute. Thich Nhat Hanh è morto il 21 gennaio 2022, all’età di 95 anni, presso il tempio Từ Hiếu a Huế, in Vietnam.

    I suoi numerosi e meravigliosi libri sono stati tradotti in molte lingue, sono di facile lettura e ricchi di pratiche da provare, te li consiglio!

  • Il malto è un dolcificante naturale derivante dai cereali, ce ne sono di vari tipi con o senza glutine: riso, mais, orzo, frumento. Apporta nutrimento e tonifica l’intero organismo, con un’azione specifica sul sistema nervoso. L’utilizzo costante del malto (in quantità modiche ovviamente), regala energia e migliora il tono dell’umore, spesso incupito dalle prime giornate autunnali. È molto adatto alle persone metereopatiche che soffrono di “depressione stagionale”, quella melanconia che arriva con l’autunno e sparisce spontaneamente in primavera.

    Il malto è un alimento energetico, adatto in particolar modo agli sportivi, agli inappetenti, ai convalescenti, ai bambini nei loro periodi di stanchezza e agli anziani debilitati. È ricco di carboidrati (soprattutto maltosio che fornisce energia a lento rilascio), di proteine e fibre. Contiene vitamine del gruppo B: B1, B2, B3 e acido folico. Sali minerali come magnesio, fosforo, ferro e potassio. Contiene anche antiossidanti. Ha un basso indice glicemico e può essere utilizzato con parsimonia anche dai diabetici. Ha proprietà depurative per fegato e intestino; non alimenta la carie.

    Secondo la visione macrobiotica, il sapore dolce rilassa il corpo, soprattutto muscoli e tendini, e va assunto alla sera per agevolare il sonno. Noi donne, in special modo, beneficiamo del sapore dolce per migliorare l’umore e placare la fame nervosa. Il malto è un dolcificante salutare e, in modica quantità, si può usare per rilassarci e per abituare il corpo al sapore dolce naturale, evitando l’abuso di cioccolato e altri cibi ricchi di zucchero.

    Dove si usa? Puoi scioglierlo nel caffè, nel tè, nelle tisane, usarlo nei dolci al posto dello zucchero.

    Pur essendo tutti dei potenti tonici per l’organismo, i malti si differenziano per altre specifiche virtù che ci aiutano nella scelta del nostro “malto ideale”.

    Il malto di frumento è amico degli occhi

    Lavori al computer o sei obbligata a sforzare per parecchie ore la vista? Soffri spesso di congiuntiviti e gonfiori agli occhi, palpebre pesanti? Per te è indicato il malto di frumento. È ottimo anche per i più piccoli, quando sono soggetti a infiammazioni della zona oculare e peri-oculare.

    Il malto di riso nutre polmoni e intestino

    Vulnerabilità polmonare e bronchiale ai primi freddi, gonfiore addominale, irregolarità intestinali e tendenza alla depressione? Il malto di riso è giusto per te! Il riso infatti nutre in modo particolare il tessuto polmonare e intestinale. Se l’umore cala, soprattutto con l’arrivo del buio serale, puoi assumerlo dopocena, magari aggiunto a una tisana del buon sonno. Il malto di riso è adatto ai celiaci e agli intolleranti al glutine.

    Il malto di mais regola reni e vescica

    Sei facile preda di cistiti, bruciori all’apparato uro-genitale, senso di affaticamento o dolore ai reni? Hai pesanti occhiaie scure? Scegli il malto di mais, protettore per eccellenza delle vie urinarie. È molto efficace anche nei bambini piccoli, soprattutto se soffrono di enuresi.

    Il malto d’orzo salva il fegato

    Problemi di fegato, forfora, eritemi cutanei e infiammazioni? Scegli il malto d’orzo che “asciuga” e disintossica il fegato dall’eccesso di scorie. Ottimo dopo disordini alimentari, eccesso di alcolici e/o superalcolici, stress da rabbia trattenuta.

  • Uso l’alga klamath da anni e grazie a lei ho reso silente in pochi mesi una malattia autoimmune che pareva inguaribile. E’ la mia panacea. Ha marcate proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, contiene più di 100 nutrienti e molecole nutraceutiche. È 6 volte più efficace di altre famose alghe in commercio e cresce spontanea in un lago di origine vulcanica ancora incontaminato.

    La microalga Klamath (nome scientifico: Aphanizomenon Flos Aquae Ralfs ex Born. & Flah. Var. Flos Aquae) fa parte della grande famiglia delle microalghe verdi-azzurre che sono la prima forma di vita del pianeta e la base di tutta la catena alimentare.

    PROPRIETÀ

    L’alga Klamath è associata a numerosi benefici per la salute, ve ne elenco qualcuno:

    • supporto Immunitario, può stimolare l’attività delle cellule natural killer, migliorando la risposta immunitaria.
    • Miglioramento della funzione cognitiva. È nota per migliorare l’umore, la memoria e la concentrazione, rendendola un “superfood per il cervello”.
    • Contiene antiossidanti come la ficocianina, che aiutano a combattere lo stress ossidativo e l’infiammazione.
    • Regola il sistema nervoso, può aumentare i livelli di energia e ridurre l’affaticamento, utile per sportivi e persone attive, ma anche riduce i tempi di convalescenza. Sostiene nell’astenia.
    • Favorisce la digestione grazie alla presenza di enzimi e fibre. Regola la sensazione di fame.

    Tutte le popolazioni del passato hanno fatto uso delle alghe verdi-azzurre come fonte di nutrizione superiore. Gli Aztechi riservavano la Spirulina selvatica ai nobili e ai guerrieri, considerandolo un cibo divino. Oggi, l’unica microalga commestibile a crescere selvatica in un ambiente vulcanico pressoché incontaminato è la microalga Klamath.

    Il lago Klamath è incastonato nel Parco delle Cascade Mountains, montagne vulcaniche che da tempo immemorabile riversano materiali vulcanici nel lago, il cui fondo è arricchito da un’enorme quantità di minerali biodisponibiliche arrivafino a 10 m di altezza. 300 giorni di sole all’anno garantiscono alle microalghe grandi opportunità di fotosintesi; mentre inverni freddi le spingono a produrre importantissimi acidi grassi del tipo Omega-3.

    La microalga Klamath contiene oltre 100 tra nutrienti (14 vitamine, 73 minerali, 20 aminoacidi, acidi grassi Omega 3, ecc.) e molecole nutraceutiche (feniletilammina, AFA-ficocianine, polifenoli, caroteni, clorofilla, ecc.) e ne migliora a tal punto la concentrazione da contenere ben 12 vitamine e minerali LARN rilevanti, cioè in quantità tali da coprirne in maniera significativa il fabbisogno giornaliero. 

    COME SI USA

    Io utilizzo l’alga Klamath in polvere, certificata e di qualità, per garantirmi che arrivi davvero dall’Oregon. Si può usare come preventivo o come curativo, con posologie e durata che variano in base all’obiettivo da raggiungere.

    Per una consulenza personalizzata contattatemi pure tramite mail specificando la richiesta di consulenza.

    STUDI

    Secondo le ricerche compiute dal Dott. Stefano Scoglio, che è stato anche direttore del Centro Ricerche Nutriterapeutiche di Urbino, dal Dott. Baroni e colleghi, l’alga Klamath ha la capacità di normalizzare i livelli plasmatici di vit. B12 nei vegani e soprattutto di normalizzare i livelli di omocisteina considerato un importante market salutistico generale. Durante diversi mesi di alimentazione completamente vegetale, avevo assunto una integrazione di vit. B12 per evitare carenze nutrizionali, ma avendo preso anche l’alga klamath ho scoperto dagli esami del sangue di avere questa vitamina tre volte superiore la media, l’integrazione non era quindi necessaria e l’ho sospesa tornando a valori normali.

    Dagli studi del Dott. Kushak e colleghi, si è visto che:

    • l’alga klamath ha la capacità di normalizzare il metabolismo dei grassi, colesterolo e trigliceridi e degli zuccheri.
    • Agevola la crescita muscolare e la rigenerazione cellulare.

    Il Dott. Pugh N. e colleghi, hanno comparato la capacità di stimolazione delle difese immunitarie, in particolare dei macrofagi, di tre alghe: Spirulina, Clorella e Klamath. La Klamath ha una capacità 6 volte superiore.

    Studi compiuti da Jensen GS. Et al, Shytle DR. Et al, hanno dimostrato che l’assunzione di 1,5 grammi di Klamath promuove la stimolazione del rilascio e del trasporto di cellule staminali dal midollo osseo ai tessuti e agli organi e queste attività producono effetti significativi sulla rigenerazione dei tessuti danneggiati e degenerati.

    Gli studi del Dott. Drapeau C. et al, hanno mostrato la capacità rigenerativa di due estratti dell’alga Klamath sul tessuto muscolare cardiaco compromesso da una lesione.

    (In questo articolo vi parlo solo di alcune ricerche effettuate sull’alga klamath. Gli articoli, di cui vi accenno soltanto, sono stati pubblicati su un opuscolo del Centro Ricerche Nutriterapiche convenzionato con l’Università di Urbino. Chi fosse interessato a leggere gli articoli integrali e originali può chiedere informazioni a http://www.nutrigea.com).

  • Il frutto del melograno possiede notevoli proprietà antiossidanti, antiinfiammatorie, antibatteriche, antitumorali, gastroprotettrici, supporta la salute del cuore, della pelle, dell’intestino e del sistema immunitario. Il fiore viene usato in floriterapia per aiutare le donne gravide e le mamme. Frutto fin dall’antichità ammantato da simboli di fertilità, prosperità e ricchezza. Vi racconto questo meraviglioso frutto autunnale.

    (melagrane raccolte in pianura padana a settembre 2025, un autunno generoso quest’anno!)

    Nell’Antico Testamento il melograno era definito la pianta della Terra Promessa. Ma prima ancora i Fenici e gli Egizi ritenevano che la melagrana fosse il frutto della rinascita, della rigenerazione dei tessuti. La medicina popolare medio-orientale e l’Ebraismo attribuivano a questa pianta poteri miracolosi. Ad esempio il frutto veniva mangiato intinto nel miele durante la festa di Rosh ha-shana, il capodanno ebraico, come simbolo di fecondità, prosperità e ricchezza. Ma anche i Romani inneggiavano ai sui fiori, a forma di stella magica, come simbolo di fertilità. Le donne ne portavano ghirlande tra i capelli e il succo di melagrana veniva consumato per tutta la durata della luna di miele degli sposi. In epoca cristiana la melagrana, grazie alla cospicua quantità di semi che contiene, divenne il simbolo dell’infinita creatività dello spirito e della sua immensa generosità. Il melograno era così presente in Spagna che la città di Granada prende il nome da questa pianta.

    PROPRIETÀ ANTIOSSIDANTI E ANTINVECCHIAMENTO

    La melagrana è ricca di vitamine tra cui la C e i carotenoidi e di polifenoli come l’acido ellagico che previene la degradazione del collagene e le punicalagine. Grazie a queste sostanze protegge le cellule e rallenta l’invecchiamento interno e cutaneo. Fornisce anche preziosi sali minerali come: potassio, fosforo, magnesio, ferro, zinco, manganese e rame.

    PROTEZIONE CARDIO-VASCOLARE

    Gli ellagitannini, in particolare la granatina B e la punicalagina, presenti nel succo, se assunti regolarmente, possono aiutare a ridurre il rischio di malattie cardiache e vascolari: migliorare la circolazione, mantenere sotto controllo il colesterolo, normalizzare la pressione sanguigna, ridurre il diabete, regolarizzare il peso corporeo.

    PROTEZIONE GASTRO-ENTERICA

    La melagrana è ricca di fibre solubili e insolubili, favorisce la salute del microbiota intestinale. Secondo Jean Valnet, pioniere della fitoterapia, questo frutto oltre ad avere un effetto astringente e utile per la dissenteria, è utile per eliminare la tenia, ha quindi un buon effetto vermifugo. Le sue proprietà antinfiammatorie e antibatteriche proteggono la mucosa gastrica fungendo da gastroprotettori.

    PROTEZIONE IMMUNITARIA E ANTITUMORALE

    Il succo di melagrana nutre e rafforza le difese immunitarie aiutando a prevenire i malanni di stagione. Protegge dai tumori, in particolare da quello alla prostata e dai linfomi. È stato associato a benefici contro l’iperplasia prostatica benigna.

    ALTRE PROPRIETÀ

    • L’alto contenuto di acqua e potassio stimolano la diuresi e favoriscono la depurazione dell’organismo.
    • I fitoestrogeni presenti ed i numerosi sali minerali, possono aiutare ad alleviare alcuni effetti della menopausa come le vampate, la secchezza vaginale, il nervosismo e gli sbalzi di umore, la salute delle ossa e delle articolazioni.

    FLORITERAPIA

    I fiori di melograno vengono utilizzati per preparare un rimedio floreale californiano chiamato Pomegranate. Tra le sue varie proprietà benefiche cito quella di aiutare le donne che fanno fatica a conciliare l’attività lavorativa con la maternità, che faticano ad esprimere la propria creatività al di fuori dell’ambito familiare. Pomegranate favorisce la soddisfazione sessuale, la fecondazione, sostiene fisicamente ed emotivamente durante la gravidanza e facilita il parto.

    UTILIZZO

    Potete aggiungere i chicchi alle insalate o mangiarli in purezza oppure spremere il succo con un spremiagrumi e diluirlo con un poco di acqua. Il succo va bevuto subito. Secondo l’erboristeria antica, il decotto di radici e i rametti contengono pelletierina che ha la capacità di paralizzare le tenie e favorire la loro espulsione intestinale.

    AVVERTENZE

    Verificare di non avere allergia o intolleranza verso le famiglie Lythraceae o le Punicaceae, di cui il melograno fa parte, o verso questa pianta specifica. Se si assumono farmaci che agiscono sul citocromo, anticoagulanti, antipertensivi, consultare il medico curante.